«Giornate delle memorie: de che?»

Oggi è la Giornata Nazionale di Mia Sorella. L’ ho istituita io, e serve per sensibilizzare l’opinione pubblica circa i numerosi problemi di mia sorella. È occasione per informarvi su di lei, spedirle un vaglia (soldi) e compensare al vostro disinteresse per sua funzione nel mondo. Non c’è niente di strano: forse ignorate che il calendario già comprende centinaia di giornate nazionali ed europee e internazionali e mondiali di ogni cosa, tutte riconosciute da autorevoli organismi. Magari ignoravate, per esempio, che ieri (o l’altro ieri?) era la Giornata nazionale delle zone umide e delle foreste: e ve ne siete rimasti lì impalati.

Fortuna che nel calendario – nessuna battuta, controllate – vi attendono anche la giornata nazionale del gatto, della lentezza, degli uccelli migratori, del pannolino lavabile, di infinite salvaguardie (sole, mare, bicicletta, suolo, persino l’aquilone) più altre più complicate: giornata dei cammini francigeni, del backup, contro lo specismo, per la salvaguardia del creato, contro green hill (boh) e “di attivismo e proiezione gratuita” (boh) e del “non acquisto” (magari, fosse una giornata sola) e poi, ovviamente, l’intera settimana internazionale per il rifiuto della miseria: nel resto dell’anno potete tranquillamente accettarla. La morale è la stessa della proliferazione di svariate “giornate della memoria”: memoria di che? Non mi ricordo. Abbiamo scacciato i santi e abbiamo introdotto le giornate: ma ce ne fottiamo uguale.

Filippo Facci
“Calendario laico”
Libero
4 febbraio 2016