Cub Vicenza: «assenze dei lavoratori? Un diritto»

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Maria Teresa Turetta (Cub Pubblico Impiego Vicenza) sul tema dell’assenteismo. 

Prendiamo atto che i giorni di ferie, malattia, permessi per assistere i familiari invalidi, infortuni sul lavoro, e perfino gli scioperi, non sono più considerati diritti dei lavoratori ma “assenteismo” dagli organi di stampa, in particolare se si parla di dipendenti pubblici, costretti dalle recenti riforme pensionistiche, a restare in servizio fino alla soglia della morte, non della vecchiaia. Questa è la notizia fuorviante che da parecchi anni viene continuamente rinfacciata al pubblico dipendente. Ha iniziato l’ex Ministro Brunetta -Forza Italia – l’opera di delegittimazione del pubblico dipendente, ora tale opera continua sotto la guida del premier Renzi – Partito democratico – e dei suoi amministratori a livello locale. Lo scopo è molto semplice ed è quello di esternalizzare il servizio pubblico a favore del privato.

Facciamo solo un esempio locale di quello che comporta lo smantellamento dei servizi pubblici che vengono appaltati al privato: la gestione del San Camillo che ha svergognato a livello nazionale il degrado di un servizio di assistenza agli anziani gestito da privati, e gli appalti di pulizie e servizi affidati a privati dal Comune di Vicenza, che sempre più celano sfruttamento del lavoro con ispezioni e sanzioni anche recenti dell’Ispettorato al lavoro che sempre riscontra  situazioni non regolari e stipendi non pagati. Gli appalti di servizi pubblici ai privati ingrassano le tasche dei pescecani di turno, creano occasioni di corruzione di funzionari e amministratori pubblici, e celano forme di sfruttamento del lavoro. In più, da alcune recenti dichiarazioni dell’assessore Zanetti, che ha illustrato il piano triennale di prevenzione della corruzione, trasparenza e integrità, pare sia consolidato che i dipendenti ricevano regali da 100 euro.

Smentiamo categoricamente questo attacco diretto a colpevolizzare i dipendenti pubblici, tacciandoli da assenteisti e corrotti: nessun dipendente, non di qualifica dirigenziale, ha mai ricevuto regali da 100 euro. Sfidiamo l’assessore Zanetti a fare i nomi e cognomi di chi avrebbe ricevuto tali regali, siamo certi salterebbero fuori nomi illustri, non certo i nomi di semplici impiegati, educatori, ausiliari o cuochi. Sfidiamo l’assessore Zanetti a vietare qualsiasi regalo al pubblico dipendente per quanto riguarda il comune di Vicenza: siamo certi che per la gran parte dei dipendenti e operatori non cambierebbe nulla. Abbiamo la sensazione, invece, che l’amministrazione ipocritamente “tolleri” i regali fino ad un valore massimo di cento euro, forse per non fare correre rischi a sé stessa ed alle alte cariche dirigenziali. Come sempre  due pesi e due misure, conditi da tanta ipocrisia.

Maria Teresa Turetta