Vicenza, Rotondi “cita” Ceausescu: è bufera

«Cambiare la loro mentalità è impossibile: se non c’è riuscito il regime comunista di Ceausescu, come possiamo farlo noi?». È bufera sull’uscita dell’assessore alla sicurezza vicentino Dario Rotondi sui romeni che fanno l’elemosina in giro per la città. «Certi che per l’assessore sia stata una battuta infelice, non possiamo non stigmatizzare le sue parole, prendendone le distanze con imbarazzo, ripensando ad una pagina così buia della storia recente del Novecento – commenta sul Giornale di Vicenza Sandro Pupillo, consigliere comunale di Vicenza Capoluogo – I venticinque anni del Regime di Ceausescu portarono alla miseria un intero popolo, privandolo delle libertà fondamentali, alimentando corruzione, terrore, violando i diritti umani e provocando l’isolamento dal mondo occidentale della Romania».

Si scusa subito Rotondi: «Il mio riferimento a Ceausescu è stato un paragone poco felice e mi dispiace che qualcuno si sia sentito turbato per il riferimento ad un terribile esempio di dittatore che ha insanguinato un Paese. Il mio obiettivo – spiega – era far capire la difficoltà in cui opera il Comune di Vicenza. Per poche persone che infrangono le regole, come accade ad esempio in piazza Matteotti, la polizia locale ha dovuto effettuare oltre 750 controlli in poco più di un anno, ha elevato oltre 250 verbali, ed è costantemente presente a monitorare la situazione. Ma il sistema delle norme italiane non consente che chi crea danni alla comunità e infrange la legge resti in galera. Ci sono stranieri che approfittano della situazione e si sentono impuniti. Per questo ritengo che l’unica soluzione sia l’espulsione dall’Italia. Che deve avvenire nel più breve tempo possibile».

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