Carlotto: «Veneto in crisi non rinuncia al suv»

“Tutto l’oro del mondo” è il titolo dell’ultimo romanzo di Massimo Carlotto, scrittore padovano che racconta il Nordest in chiave noir, mettendo al centro delle sue storie un’umanità a volte spietata tra crimine, razzismo e la sete di denaro. Una rappresentazione che trova un riscontro nei due omicidi avvenuti nei giorni scorsi in Veneto, entrambi caratterizzati dallo stesso movente: gli “schei”, appunto. «Il Veneto è un territorio in profonda crisi da tutti i punti di vista – dice lo scrittore al Corriere del Veneto – in cui il denaro è un forte collante, quando viene a mancare genera problemi a catena. L’epilogo può essere che si uccide o ci si suicida».

Un territorio in crisi perchè sono ormai lontani i tempi in cui il Nordest era una «locomotiva dell’economia». E con l’economia che non tira più, la società mostra segni di cedimento: «ci sono dinamiche sociali che diventano deflagranti». Perchè se è vero che sempre più spesso mancano i soldi, c’è anche l’incapacità di rinunciare «alla roba», cioè al benessere e tutti i suoi simboli. «Piuttosto non si pagano le tasse – spiega Carlotto – ma al macchinone o alla vacanza esotica non si rinuncia. Questo territorio non vuole rinunciare al benessere senza capire che alla crisi non si sfugge».

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