Fiera Vicenza: «ecco perché no a Zaltron»

In una nota al Pd vicentino, che aveva protestato per l’esclusione del suo iscritto (ex capo sicurezza della spa) alla manifestazione orafa, si chiarisce il caso. Con un autogoal

La Fiera di Vicenza non ha gradito il nostro articolo sul caso di Lucio Zaltron, suo ex capo della sicurezza al quale è stato negato l’ingresso all’ultima esposizione orafa a gennaio, fatto che ha suscitato la reprimenda dal Partito Democratico vicentino, di cui Zaltron é un dirigente locale (é coordinatore del circolo 3 del capoluogo berico). Lo dice in una nota di spiegazione inviata al Pd («vicenda – purtroppo romanzata e priva di valenza – che senza ragione alcuna getta discredito immotivatamente sull’immagine di Fiera Vicenza Spa») in cui dà la sua versione dell’accaduto – che per inciso avevamo chiesto al suo addetto alle comunicazioni istituzionali successivamente all’uscita della notizia, senza ottenere risposta alcuna.

La Fiera berica premette di operare «con riguardo alla manifestazione VicenzaOro January – in ambito “Business to Business”, ovvero accogliendo presso la propria sede gli operatori del settore orafo», perciò «l’accesso viene consentito, previo specifico invito, a rappresentanti di Istituzioni Economiche selezionate, ad Autorità di riferimento per la compagine societaria e, solo in via residuale, ai dipendenti di Fiera di Vicenza ai quali vengono consegnati brevi manu, su espressa e preventiva elencazione ed autorizzazione». La motivazione per cui Zaltron non è stato ammesso, dunque, è la seguente: «non rientrando in nessuna di queste categorie, ma, come egli stesso ha riferito, presentandosi “…in qualità di privato cittadino”, non risulta, quindi, essere legittimato, ad alcun titolo, all’ingresso nei padiglioni fieristici della società (…). Nel caso specifico… non ha potuto accedere alle aree di business della manifestazione semplicemente in quanto non era invitato, né espressamente autorizzato a parteciparvi, quindi, di fatto, non avvalendosi di alcun titolo o diritto».

In pratica, l’invito “in bianco” da convertire in pass per circolare all’interno vale solo se corrisponde ad un elenco di inviti ad personam: «Essendo, inoltre, il quartiere fieristico sopracitato proprietà della Fiera di Vicenza, quest’ultima ha pieno diritto di riservarne l’accesso unicamente a soggetti specificatamente invitati. Infatti, a tale riguardo, i documenti cartacei rappresentativi di un invito sono valevoli ed efficaci unicamente laddove il nominativo del relativo portatore sia autorizzato ad accedere all’interno del quartiere fieristico». Zaltron, non più dipendente e non inserito negli elenchi degli invitati, non aveva diritto a entrare.

Ma in fondo alla missiva, sottolineato che «Fiera di Vicenza Spa può predisporre le misure che ritiene più opportune a tutela della proprietà» (cioé chi non dà sufficienti garanzie su eventuali danni che possa commettere contro la società, di proprietà pubblica al 98%, di Comune Provincia e Camera di Commercio di Vicenza), l’estensore si premura di specificare che «Peraltro, a titolo di mero completamento del quadro relativo, si segnala che il signor Lucio Zaltron ha instaurato un procedimento giudiziale nei confronti di Fiera di Vicenza Spa nei confronti della quale ha – evidentemente per fatti concludenti – un atteggiamento ostile e di contrapposizione».

Fin qui il testo di chiarimento. Il lecito – ci auguriamo – e non romanzato commento da parte nostra é che se lo spiegone di carattere generale su chi può o non può mettere piede dentro i padiglioni durante le manifestazioni é una delucidazione di cui prendere atto, la specifica finale sull’ostilità e spirito di contrapposizione di Zaltron ci sembra un’aggiunta che fornisce il motivo per così dire mirato del divieto: Zaltron ce l’ha con la Fiera avendole fatto causa (per essere stato licenziato, secondo lui in maniera discriminante). Una puntualizzazione, a nostro umile parere, messa in addendum ad abundantiam senza ragione alcuna e immotivatamente, e che tuttavia, con ragione e motivatamente, ci dà da pensare su chi gestisce la comunicazione della Fiera, che paghiamo anche noi essendo questa quasi totalmente di noi cittadini di Vicenza e provincia.