Salute Solidale, l’accesso alle cure (che non c’è)

A Vicenza il primo ambulatorio specialistico gratuito per i meno abbienti. Il rovescio di un sistema sanitario inadeguato

Health at a Glance. Questo il nome del rapporto OCSE – Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, per l’anno 2015. Un’occhiata sulla salute. I dati parlano chiaro, 4,2 milioni di italiani rinunciano alle cure. Tanto per, il Veneto ha circa 4,9 milioni di abitanti. Si rende l’idea?

Le cause di questa rinuncia vanno dalla distanza di accesso ai servizi, all’alto costo delle prestazioni, alle liste d’attesa interminabili. Ma non è tutto, in un interessante articolo pubblicato su Salute Internazionale, si insiste, sull’accesso alle cure. Il costo dei ticket è cresciuto del 20% nel corso degli ultimi anni, la scarsità di medici sul territorio nazionale è un dato palese. In questo contesto, il circolo vizioso che si è instaurato sembra ormai irrefrenabile. E non sono poche le città che in questi anni hanno dato vita a vere e proprie realtà alternative, nel tentativo di tappare il buco di un Sistema Nazionale Sanitario che, a dirotto, punta al tracollo.

Vicenza, tra queste. Il 3 febbraio, infatti, è stato inaugurato, in Via Colombo 7/9, il primo ambulatorio medico specialistico gratuito per persone non abbienti. Lo rivela un comunicato stampa apparso sul sito del Comune di Vicenza. L’associazione Salute Solidale, presieduta da Marina Sevastano, è la promotrice del progetto in associazione con l’ULSS n°6 e il Comune stesso, grazie al supporto degli assessori, Annamaria Cordova e Isabella Sala. Non manca la Caritas Vicentina, fondamentale anello di congiunzione tra il paziente e la struttura.

Ne abbiamo parlato con l’avvocato Michele Stratta, tra i soci fondatori dell’associazione Salute Solidale. «I primi passi verso l’apertura di una struttura di questo tipo risalgono al 2014» sottolinea Stratta, «è stato l’attuale vicepresidente, il dott. Felice D’Aniello, ad avere l’idea». Sulla scia di quanto già presente a Belluno, l’associazione vicentina, da un piccolo nucleo di medici e avvocati oggi conta 31 soci, impegnati nell’elaborazione del progetto.

Vicenza 03 02 16 VI Inaugurazione spazio Salute Solidale Via C. Colombo, 7  © Vito T. Galofaro

Vicenza 03 02 16 VI Inaugurazione spazio Salute Solidale Via C. Colombo, 7 © Vito T. Galofaro

«Non è stato facile», assicura Stratta, «le esigenze strutturali di un ambulatorio sono numerose. Abbiamo collaborato molto con l’ULSS per capire quali locali potessero essere i più idonei. Ad esempio, il fatto di avere un accesso indipendente o una vera e propria sala d’aspetto, sono fattori molto importanti». E, quindi, come funzionerà il servizio? Come stabilire chi ha diritto alle cure gratuite? «Quando abbiamo iniziato a pensare all’ambulatorio», riporta l’avvocato, «l’esigenza da colmare ci è apparsa subito chiara. E’ vero che il nostro sistema sanitario garantisce cure gratuite agli indigenti, ma oggi come oggi vi è una fetta di popolazione che, pur essendo in estrema difficoltà economica, si colloca a livello reddituale poco sopra la soglia minima che garantisce l’esenzione del ticket». Quei 4,2 milioni di italiani ritornano in mente.

L’ambulatorio riceve su appuntamento, gli specialisti, tutti volontari, sono circa 30, dal cardiologo, all’ecografista, al gastroenterologo. Non mancano ginecologia, odontoiatria ed educazione posturale. Attiva anche la medicina generale, grazie al lavoro del dott. Ezio Cotrozzi, coordinatore medico dell’associazione. E per gli europei non iscritti? O gli stranieri temporaneamente presenti? «Vedremo sul campo», dice Stratta. «Siamo agli inizi, credo che le varie esigenze si renderanno esplicite mano a mano».

A volte ci sono storie che vale la pena raccontare, perché sono reali. Di quelle che si avvicinano al lieto fine. Il fatto è che, certe storie, nascondono anche altro. Qualcosa che forse a prima vista non si vede. Certe storie sono il successo di un piccolo insieme di persone agenti per il bene comune, ma, allo stesso tempo, lo specchio di un sistema sanitario (e di un Paese) che non funziona più. Perlomeno, non più come dovrebbe.