«Popolari venete, associazioni unite per azione responsabilità»

Un lettore invita i comitati dei soci a fare fronte per chiedere i danni agli ex (o ancora attuali) amministratori di BpVi e Veneto Banca

Caro direttore,
fortunatamente non sono un socio della Banca Popolare di Vicenza mentre, anche se piccolo, lo sono, ahimè, di Veneto Banca. Comunque, premesso che il vecchio detto “l’unione fa la forza” funziona sempre e i campanilismi non giovano a nessuno se non a chi ha sete di potere, se le varie associazioni che rappresentano i soci di entrambe le Banche si mettessero insieme, secondo il mio modesto parere, la cosa più importante da perseguire sarebbe l’azione di responsabilità personale nei confronti di tutti gli amministratori che si sono succeduti, dal presidente ai membri del consiglio di amministrazione, dal direttore generale ai membri del collegio sindacale, dai revisori dei conti alla società di revisione che ha certificato i bilanci.

Ora questa facoltà è delegata agli attuali consigli di amministrazione ma sia quello di Banca Popolare di Vicenza che di Veneto Banca non ha intenzione di agire, lasciando, mi pare di aver capito, la decisione al cda che si siederà dopo la quotazione in Borsa, già decisa da Veneto Banca e non ancora, invece, decisa da Banca Popolare di Vicenza. A mio avviso, questo non è fare l’interesse dei soci, gli unici veri proprietari della banca e su questo dovrebbero insistere le associazioni unendosi, perché i vari Zonin, Sorato, Consoli, ecc. si sono fatti gli affari loro, arricchendosi alle spalle dei poveri soci e se andrà avanti così nessuno li toccherà, come sempre succede in Italia. In pratica, i soci di entrambe le Banche devono chiedere che venga convocata quanto prima un’assemblea straordinaria con all’ordine del giorno l’azione di responsabilità nei confronti di tutti gli amministratori precedenti. Lei, caro direttore, cosa né pensa?

Paolo Riva

 

Caro Riva,
penso che l’azione di responsabilità, come dice il nome stesso, sia un atto dovuto nei confronti degli azionisti al 90% incolpevoli della tegola caduta loro addosso con la bolla azionaria scoppiata per la fine dell’ancién règime di Zonin e Consoli. Sul piano etico, indubbiamente. Sul piano giudiziario e strettamente risarcitorio, penso invece che purtroppo, fra costi, lungaggini processuali e possibilità di vittoria, poco si ricaverà, anche quando il giudice dovesse rivalersi sui patrimoni degli ex amministratori. Spero piuttosto nell’azione di indagine delle Procure, che mi paiono tuttavia un po’ pigre di risultati. Alle associazioni, non molto compatte, suggerirei invece di battere il chiodo, a proposito di responsabili, sull’infamia di un consiglio d’amministrazione e di un collegio sindacale della Popolare di Vicenza che sono ancora, pressoché totalmente, quelli di Zonin regnante. a.m.