Elton John a Sanremo, boicottare il festival o i social?

I media ripetono spesso: «Sanremo o si ama o si odia». In verità il pubblico sanremese è fatto per lo più da persone rassegnate all’idea che il Festival, come il Natale, è inevitabile e che pertanto per cinque giorni sopportano e ne seguono volenti o nolenti gli sviluppi, tra un servizio al tg, un video su Youtube e un programma radiofonico. Per questa larga fetta di popolazione, i social network hanno reso senz’altro l’esperienza più coinvolgente, sono pochi i “non-spettatori” che resistono all’impulso di commentare in bene o in male la kermesse, giusto per non sentirsi tagliati fuori dal resto dell’italianità.

Quelli che invece non possono soffrire la musica melodica e la mondanità dei red carpet, nell’era di internet si sono involuti in “hater”. Nel caso di Sanremo, non ci sono solo gli odiatori professionisti che “normalmente” – ché tanto normale non è – insultano gli artisti sulla rete. A dare man forte ci sono coloro che, con la scusa delle canzoni brutte, attaccano Sanremo in quanto massima espressione della tv di Stato, pubblica e partitica. E così a ogni edizione è un fiorire di gruppi e hashtag del tipo “Boicottiamo la Rai”, o “#iononguardosanremo”, dove la frase standard è “e io devo pagare il canone per… ?”, a scelta: ascoltare Benigni, sentire i Modà, vedere la farfallina di Belen, eccetera.

Nell’anno della legge Cirinnà, la polemica pop-hoolista sul canone – in bolletta – non poteva che vertere sull’ospite della prima serata, sir Elton John, colpevole di essere uno di quei “ricchi gay che comprano i bambini”. Non importa che si tratti di un monumento vivente della musica pop mondiale – in tempi in cui è meglio tenerseli stretti -, per i Gasparri da tastiera, genio, poesia e talento si riducono a un vecchio pervertito che viene a fare propaganda gender a favore della stepchild adoption – o association.
Se così fosse, vorrebbe dire che Carlo Conti ha scelto di ospitare il cantautore inglese d’accordo con l’amico Renzi, portando in prima serata il mostro – sacro – per promuovere la legge sulle unioni civili. E vai col complotto!
Più che Sanremo, viene voglia di boicottare Facebook.