«Iorio? Già bruciato»

BpVi, una voce parla di ciclo già chiuso per l’ad proveniente da Ubi Banca. E intanto il sindaco Variati ha fatto una figuraccia…

Dopo l’incontro della Banca Popolare di Vicenza coi soci di ieri al Teatro Comunale del capoluogo berico, l’azionista Giuseppe Berton, presente all’incontro, racconta alla moglie Teresa com’é andata.

E allora?
E allora meriteresti che non ti raccontassi niente. Perché non mi hai aspettato su, ieri sera?
Ti ho aspettato, ma non arrivavi più e sono andata a letto. Potevi svegliarmi, però.
Brava! Dormivi e russavi beata. E io ti sveglio? Lasciala dormire, mi sono detto. Vuol dire che i soldi che ci hanno fregato non le tolgono il sonno. Te ne freghi, tu!
E cosa dovrei fare? Piangere tutto il giorno? Ma adesso mòleghe e dimmi com’è andata.
Ciò, ne parlavamo ieri sera dopo l’assemblea. Siamo andati a mangiare la pizza in sette/otto. Tutti con la coda fra le gambe…
Ma almeno qualcuno gliele ha cantate, a quello Iorio lì?
Eh ben! È finito il tempo delle standing ovation, come le chiamano adesso. Hai presente un pulcino bagnato? E lo hanno interrotto anche diverse volte. E lui chiaramente ne soffriva. Non è abituato, lui…
Ma non era quello che voleva fare il padello al mondo intero?
Mi sa che adesso il padello lo fanno anche a lui, oltre che a noi! E lui se ne è accorto. Pensava: vado lì, gli vendo la banca, tanti saluti agli azionisti, divento un eroe e faccio carriera. Invece la banca gli si sta sbriciolando in mano, gli si sta sfarinando.
A questo punto?
Sì, lo ha detto. Senti qua: ho sottovalutato la disaffezione di soci e clienti. La gente ha chiuso i conti e ha portato via i soldi. Sai, ieri sera è venuto a prendere la pizza con noi anche Fiorenzo, te lo ricordi?
Il marito della Giovanna?
Sì proprio lui. Ha fatto una osservazione intelligente. Secondo lui Iorio si è già bruciato. Non è più credibile. Ha passato troppo tempo con Zonin, ha ancora in cda tutti gli uomini di Zonin, non può fare un’azione di responsabilità perché la farebbe contro quelli che dovrebbero votarla…
Ma adesso come presidente non c’è Dolcetta?
Taci, va là. Peso el tacon del sbrego! Dolcetta è come se non ci fosse. Non fa altro che dire che lui rappresenta la discontinuità. Discontinuità con cosa? Non sa niente di niente. Ha fatto un fervorino e non vedeva l’ora di passare la parola a Iorio che si arrangiasse lui.
Ben messi siamo!
Guarda che quel Fiorenzo lì ha proprio le idee chiare. Diceva: la banca si salva se mandano a casa tutti, Iorio e Dolcetta per primi e poi tutti gli altri. E arriva una persona nuova, con i controfiocchi, che dica: tabula rasa, chi ha sbagliato paghi, tiri fuori anche la palanca e si riparte…
Eh ben! Non ha tutti i torti.
E ha fatto l’esempio di Veneto Banca. Lì adesso il capo è Carrus, che era il vice di Consoli. Più continuità di così! Eppure la gente ha più fiducia, c’è stato un rinnovamento completo, hanno fatto l’azione di responsabilità… E poi, via il dente, via il dolore. Hanno fatto l’assemblea subito e via…! Noi invece qui ad aspettare marzo, e intanto la gente chiude i conti e porta i soldi da un’altra parte. Un’agonia.
E ciò! Ma Iorio doveva fare i suoi show in giro per l’Italia, che gli sembrava di essere Renzi alla Leopolda. Si divertiva un mondo, si divertiva.
Poro cristo anche lui! Gli è passato il morbin. Adesso fa pena, ti dico la verità.
E il sindaco è venuto?
Ah, aspetta questa! Questa è proprio bella. Dicevamo ieri sera: ma il sindaco, il grande amico di Zonin, o magari il vicesindaco, Bulgarini si chiama no?, che gongolava tanto a farsi fotografare con Zonin, potevano almeno farsi vedere… Questa mattina leggo il giornale e cosa ti scopro: che ha mandato Capporrino a rappresentarlo.
Capporrino?
Sì, il segretario generale del Comune. Il sindaco è un furbastro… quando sente aria di tempesta, lui si chiude in Comune. Ma almeno manda un assessore, manda!
O il vicesindaco…
Quello non si chiude in Comune, quello si infila direttamente sotto le coperte e si dà malato. Ha l’influenza facile, lui. Appena sente che arriva una burrasca, si infila il termometro in quel posto e si fa venire la febbre.
Tutte a noi dovevano capitare le disgrazie!
Eh, ma ieri abbiamo detto: basta dichiarazioni da Palazzo Trissino. Vogliamo che il 5 marzo, all’assemblea, quella vera, il sindaco venga, prenda la parola e dica che vuole l’azione di responsabilità contro il suo amico Gianni Zonin. E se non ha il coraggio lui, che lo faccia fare al suo vice. Noi lo prendiamo anche se viene col termometro a quaranta. Tanto, si sa, è truccato! Il termometro, s’intende.
E come fate a costringerli?
C’è Roberto che conosce un consigliere della minoranza…
Ah ben, allora siamo in una botte di ferro… Ah ah ah!