«Virus Zika, vi racconto come l’ho preso»

«Sabato mattina, il 30 gennaio, ero in chiesa a seguire la messa. Avevo notato una zanzara, ma non pensavo mi pungesse perché ho sempre utilizzato i repellenti. Ho percepito immediatamente prurito al polso e sono comparsi dei puntini. A dire la verità non avevo sentito parlare molto del virus Zika, lì ci sono problemi di ogni tipo e ben peggiori». Così sul Mattino l’ingegnere Nicola Casarin, missionario laico nella favela di Porto Principe ad Haiti, racconta di come ha contratto il virus Zika. «I disturbi sono stati lievi, in tutto sono durati un paio di giorni -continua Casarin -. Ho avuto un po’ di febbre il giorno del rientro in Italia, tra i 37 e i 38 gradi. Il problema più fastidioso è stato un prurito diffuso in tutto il corpo, soprattutto nella schiena. Il mattino seguente è comparso anche uno sfogo cutaneo sul collo, delle chiazze rosse. Ho messo del cortisone per placare la reazione. Appena sceso dall’aereo mi sono diretto all’ospedale di Padova dall’infettivologo che mi ha subito controllato e preso in carico».

«Non posso dire di essermi spaventato – conclude -, mi sono solo fatto qualche domanda in più per garantire la salute della mia famiglia. Ora sto bene, al massimo sono un po’ stanco. La prendo come una benedizione, vivendo con i più poveri bisogna metterlo in conto. Non è la prima volta che contraggo malattie di questo tipo. Ho avuto la scabbia, punture da pulci, bronchiti. Del resto, i bambini delle favelas quando ti vedono ti corrono incontro e ti abbracciano in massa chiamandoti papà». Casarin è uno dei 4 casi di virus Zika in Veneto. Una volta rimesso del tutto tornerà ad Haiti per occuparsi ancora dei bambini senzatetto.

Tags: ,