D’Agostino: Sanremo, Renzi e la Terra dei cachi

«Se Dagospia fosse una canzone sanremese? Di sicuro, “La terra dei Cachi” di Elio e le Storie Tese». Così il fondatore del sito cafonal Roberto D’Agostino, intervistato da Oggi.  «Sanremo è la nostra festa nazionale del trash, e non a caso va in onda a Carnevale. Ci ricorda da dove veniamo, chi siamo, dove non andiamo; insomma, l’identi-kitsch del Bel Paese». “Dago” rifiuta il parallelo tra il Sanremo fiorentino di Conti e il renzismo, che «hanno in comune solo il provincialismo. Più che a Sanremo il governo Renzi somiglia al Festival di Castrocaro: dilettanti allo sbaraglio».

«Sanremo è un lavoro di squadra – prosegue D’Agostino -, cioè l’“anti-renzismo” per eccellenza. Renzi, invece, si avvale di una piccola corte di quattro amici: Lotti, Boschi, Carrai, Manzione, il cosiddetto Giglio Magico». Per il giornalista iconoclasta, «il nostro paese è ed è rimasto con Dna di natura Dc» e pertanto il conduttore ideale per Sanremo, sarebbe Gianni Letta. «In fondo i più grandi presentatori del Festival, da Mike a Baudo, sono stati tutti una specie di “Gianni Letta”. Gran cerimonieri ben pettinati, sobri, capaci di apparecchiare uno show nazional-popolare mettendosi sempre accanto però l’“opposizione”, un ingrediente di rottura (Vasco Rossi, Grillo, Benigni, ecc.)».

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