Fiera caccia, diocesi Vicenza contro armi

«Una mostra di questo tipo, promuovendo una serie di sport e “giochi di guerra” di fatto finisce per ingenerare confusione, rischiando di legittimare una cultura della violenza». Così in una lettera aperta di denuncia la commissione per la pastorale sociale della diocesi di Vicenza (insieme a Cgil e altri movimenti locali contrari all’esposizione di armi) attacca la tre giorni sulla caccia (“Hit Show”) che si aprirà in Fiera di Vicenza sabato prossimo. A preoccupare in particolari modo è l’accesso alla rassegna dei bambini e degli adolescenti anche se accompagnati: «sembra prevalere una logica di mercato che giustifica il business senza alcuna preoccupazione etica – si legge nella lettera-. I minori di oggi sono potenziali acquirenti di domani, questo insegnano le regole delle pubblicità».

«Dove è prevista l’esposizione di armi non dedicate alla caccia e al tiro sportivo – replica viale dell’Oreficeria sul Giornale di Vicenza – le medesime non sono accessibili al pubblico generico e vengono presentate in appositi corner riservati». I minori, rassicura la Fiera, entrano solo se accompagnati e non possono maneggiare le armi, né avere accesso al poligono. Infine, «non è consentita alcuna vendita di armi». A difesa di Hit Show interviene anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Sergio Berlato, che è anche membro dell’Associazione Cacciatori Veneti: «non vedo nulla di diseducativo se si vogliono avere informazioni su come detenere legalmente un’arma, per difendersi se offesi».

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