Pd: Veneto abbandona case riposo

I consiglieri veneti del Pd muovono critiche alla politica regionale sulle case di riposo. Nel corso di una conferenza stampa, è stato ricordato che dal 2009 ad oggi, gli over 65, in Veneto, sono cresciuti dell’11% (da 960.577 a 1.066.897, con l’indice di vecchiaia passato da 139,2 over 65 ogni 100 under 14 agli attuali 154,8) e gli over 75 del 13% (da 691.536 a 782.785). Nel contempo, il fondo regionale per la non autosufficienza è rimasto fermo ai 720 milioni del 2009, per di più comprendenti, dal 2014, i 15 milioni per gli psichiatrici gravissimi (e, nel bilancio 2016, la quota iscritta scende a 717 milioni). Il tutto -rilevano ancora i consiglieri del Pd veneto -, a fronte di un numero immutato (24.143) di impegnative residenziali (la quota sanitaria, dal valore medio di 50 euro al giorno, che la Regione eroga alla persona che entra in casa di riposo), sebbene i posti letto autorizzati e accreditati sia salito da 25.412 a 27.772.

«E’ chiaro – ha detto Claudio Sinigaglia – che così i servizi vengono gestiti male e si aumenta la spesa a carico delle famiglie. Nel contempo, viene smantellato il sistema delle case di riposo pubbliche: le Ipab sono tutte in dissesto perché sono fuori mercato. Quel che chiediamo è dunque l’aumento delle impegnative, con un adeguamento, di sopravvivenza minima, di dieci milioni per il fondo, e la riduzione dell’Irap alle Ipab, oltre alla semplificazione, attraverso una direttiva chiara, dell’ottenimento delle detrazioni fiscali per le famiglie che hanno ospiti in strutture residenziali e ospedali di comunità. Il tutto senza dimenticare che la riforma delle case di riposo, che dovrebbero diventare aziende pubbliche di servizi alla persona, è ferma dal 2000: quest’anno deve allora essere assolutamente l’anno della riforma».

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