Tabaccaio condannato, giudice: «sparò a ladro in fuga»

Il giudice Beatrice Bergamasco ha depositato ieri mattina le motivazioni della sentenza di condanna a 2 anni e 8 mesi di carcere, oltre al pagamento di un risarcimento di 325 mila euro, per Franco Birolo, il 50enne di Civè che sparò e uccise il ladro (Igor Ursu, 23enne moldavo) durante l’assalto alla sua tabaccheria nella notte fra il 25 e il 26 aprile 2012. Il giudice ha confermato la pena comminata nei confronti del tabaccaio sostenendo che Birolo non avrebbe subito nessuna aggressione: «il pericolo per l’incolumità fisica di Birolo o dei familiari era escluso dalla fuga dei malviventi, uno dei quali è stato fermato e legato proprio dall’imputato per essere consegnato alle forze dell’ordine. Nessuna aggressione risulta mai essere stata posta in essere, tantomeno dall’Ursu», si legge nelle carte.

Sulla sentenza ha pesato la perizia balistica: «la posizione della vittima, adiacente alla porta o subito all’esterno del locale, è indicativa della fuga», inoltre Ursu fu ferito mentre «si trovava di lato e non rivolto verso Birolo come sarebbe stato se si fosse trovato in procinto di aggredirlo». A pesare anche la reazione dopo aver sparato il colpo mortale. Birolo infatti riuscì a catturare il complice del ladro legandolo per poi consegnarlo alle forze dell’ordine. La circostanza secondo il giudice fa dunque desumere la lucidità di Birolo. Il tabaccaio insomma, reagì sproporzionatamente e «avrebbe potuto e dovuto ponderare più appropriatamente la situazione prima di esplodere il colpo».