Tabaccaio condannato, legale: «ci fu aggressione»

Il penalista Luigino Martellato, difensore del tabaccaio padovano Franco Birolo, condannato a due anni e 8 mesi e al risarcimento di 325 mila euro per l’uccisione del ladro moldavo 23enne Igor Ursu, impugnerà la sentenza di condanna davanti alla Corte d’appello di Venezia. «La ricostruzione del giudice? Non è quella che emerge dagli atti del processo. Ma è frutto di una sua personale interpretazione di quegli atti», dichiara Martellato al Mattino. «Che i soggetti penetrati con violenza nell’abitazione del mio assistito non fossero armati, è un dato di cui si è avuta contezza soltanto successivamente. Franco Birolo ha più volte descritto quanto accaduto, e cioè che egli, entrato al buio nel locale, si accorgeva di un soggetto che, per nulla intimorito, stava trafugando della merce. Lui gli urlava di fermarsi, ma questo, incurante degli allarmi e della sua presenza, ha continuato imperterrito dirigendosi verso la macchina a caricare la refurtiva. Con la coda dell’occhio Birolo ha percepito alle spalle un’altra presenza che incombeva su di lui, per aggredirlo: istintivamente si ritraeva e in quel frangente partiva il colpo di pistola».

«Questa ricostruzione – osserva il legale – è compatibile con le risultanze oggettive. E spiega il colpo che ha attinto Ursu sotto l’ascella destra per fuoriuscire in prossimità dell’ascella sinistra senza ferire le braccia». La traiettoria del colpo, secondo Martellato, spiega che il ladro aveva alzato le braccia, reggendo il registratore di cassa nell’intento di scagliarlo contro il tabaccaio.

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