Valdastico Nord addio, politici vicentini in crisi

Il sindaco di Vicenza, Achille Variati (foto), non ha mandato giù l’accordo Veneto-Trentino che ha affossato la Valdastico Nord. «C’è qualcosa che non va – commenta il sindaco sul Giornale di Vicenza – Abbiamo sempre pensato che questa autostrada fosse utile per i collegamenti da nord a sud, verso il mare, tra l’altro collegata al trasporto ferroviario, non certo avulsa. E con vantaggi sia per l’economia, sia per l’ambiente, visto che fare il giro Trento-Verona-Vicenza comporta 62 chilometri in più di percorso. Lo stesso progetto era stato studiato per un impatto ambientale ridotto, anche se c’era ancora da affinare qualcosa con i Comuni. Adesso arriva questo atto definitivo di accordo e… io non l’ho capito. C’è molta nebbia in quelle parole sottoscritte, e c’è invece una cosa chiara immediata: l’A31 Valdastico non intersecherà l’A22 del Brennero come si proponeva. Questo significa un sicuro vantaggio per i trentini, che temevano di perdere incassi di pedaggi sulla Verona-Trento (…) Vogliamo capire i particolari dell’intesa, perché sono quelli decisivi. Io per ora vedo solo dubbi, perplessità e criticità. O c’è un vero sbocco a Nord, definito nei tempi e nei finanziamenti, o siamo all’ennesima beffa». Attacca l’intesa anche il presidente della A4 Holding, Attilio Schneck: «io mi sarei sparato alle tempie – tuona – piuttosto di firmare quell’accordo. È stato solo un modo elegante per dire no».

Meno pessimista, il deputato vicentino Federico Ginato: «Da quello che si capisce, l’accordo in sostanza permette ai trentini di realizzarsi una sorta di circonvallazione della loro città, che era uno dei problemi che loro avevano. E potrebbe essere che questo lo faranno con i soldi nostri, anche se francamente mi sembra ancora tutta da chiarire la questione dei finanziamenti. Se questo ci permette però di ottenere uno sbocco a nord sotto forma di superstrada, io dico di non far saltare il tavolo ma andare a verificare bene le carte. (…) Io dico che se significa aver ottenuto uno sbocco a Nord dopo 30 anni, meglio non buttare via tutto e capire bene, per verificare prima di tutto se c’è la copertura finanziaria delle opere indicate o se invece c’è solo una tattica dilatoria per non arrivare a fare mai nulla».

 

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