Padova, Giaretta (Pd): «guerra per bande nel partito»

Il Pd padovano si spacca sul nuovo stadio. Se da un lato c’è chi è dubbioso sulla chiarezza dei progetti e delle aziende coinvolte nei piani della società Calcio Padova, dall’altro c’è chi sostiene che la «politica del no è un autogol per la città». «Bocciare a priori un progetto non dovrebbe essere la via preferenziale per una forza di opposizione che ama la città e non la faziosità dello scontro politico», ha detto al Mattino il segretario cittadino Antonio Bressa (in foto). «Quella di Bressa e Zampieri (ex assessore allo sport, ndr) è una posizione singolare. Non passa occasione per fare polemiche contro altri dirigenti – attacca Paolo Giaretta, ex senatore ed ex sindaco -. Rottamati i più anziani adesso i giovani se le danno di santa ragione. Assistiamo ad una guerra per bande senza conduzione politica e Bitonci gode».

«Se finora è stata fatta una opposizione sbagliata i responsabili sono coloro che avevano potere e ruolo per farla e non l’hanno fatta. Un po’ troppo poi voler fare anche la lezione. Perché spostare il calcio al Plebiscito per poi fare centri commerciali nella palude dove non si poteva fare l’ospedale? – si chiede – Francamente non ho visto una opposizione incalzante del Pd sul punto. Un trasferimento che costa quattrini pubblici e che peggiora la vita dell’Arcella. Nella frenesia di essere moderni Bressa e Zampieri pensano che si possa passare sopra la scostumatezza del sindaco. Perché per loro i veri nemici sono quelli dentro il Pd», conclude Giaretta. «Giaretta è libero di esprimere la sua opinione. Non capisco comunque cosa ci sia da polemizzare – replica Bressa – Anche dall’opposizione penso a cosa sia meglio per la città e non solo alla tattica politica. I cittadini chiedono soluzioni e non scontri faziosi, quest’ultimi lasciamoli al sindaco e alla sua maggioranza che ormai ne hanno fatto una prerogativa».

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