Prato, soci BpVi contro Iorio e Dolcetta

Proteste e tensioni all’assemblea dei soci pratesi e toscani della Banca Popolare di Vicenza. Come riporta il quotidiano La Nazione, in mille si sono radunati ieri al teatro Politeama di Prato per ascoltare il presidente Stefano Dolcetta e l’ad Francesco Iorio parlare del futuro della banca. Ma successivamente ai loro interventi, molti di loro hanno preso la parola al microfono denunciando le loro drammatiche storie di risparmi andati in fumo con la svalutazione delle azioni da 62,5 a 48 euro. Alcuni hanno parlato di «fidi elargiti a fronte di azioni e obbligazioni al 4% acquistate per 50 mila euro e che ora valgono carta straccia». Una pensionata ha raccontato di essere stata convinta ad acquistare nel 2013 e nel 2014 azioni per oltre tremila euro pari a tutti i suoi risparmi.

Altri riferiscono di essersi fidati di «persone amiche come gli impiegati che li seguivano da anni e che d’un tratto hanno venduto titoli già svalutati». L’architetto Tommaso Caparrotti, che ha radunato su Facebook circa novecento risparmiatori delusi ha chiesto invece a Iorio e Dolcetta se BpVi abbia accantonato fondi per far fronte al risarcimento del danno. In generale il clima era molto teso e la platea scettica davanti al mantra di Iorio sulle prospettive future della banca sull’ «ineluttabile», secondo l’ad, quotazione in Borsa. A Prato BpVi, controlla la maggioranza degli sportelli ereditati grazie all’invito orazione di CariPrato avvenuta a inizio 2011. La città toscana è seconda sede per raccolta dopo Vicenza.