Vescovo Chioggia: «Anm? Mi quereli pure»

«Ho espresso solo il mio pensiero, se non lo si può più fare forse allora non siamo in democrazia…». Il vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, non indietreggia e risponde all’Associazione nazionale magistrati (Anm) che aveva minacciato di adire le vie legali per la bacchettata del sacerdote contro la giudice padovana Beatrice Bergamasco e la sua sentenza nel caso del tabaccaio Fabio Birolo. «Se mi vuole querelare lo faccia – replica sul Mattino il vescovo – io sono tranquillo, ho semplicemente espresso il mio pensiero. Penso che si possa ancora fare oppure non siamo più in democrazia? Il diritto di critica esiste se non sbaglio. Non ho mai detto che Birolo ha fatto bene a sparare o che è giusto che i cittadini si armino e facciano fuoco, ho soltanto detto che ritengo che la giudice nel formulare la sentenza non abbia tenuto conto di tutti gli elementi, di una parte e dell’altra».

«Credo – aggiunge Tessarollo – si sia calata molto nei panni del ladro moldavo e della sua famiglia, decidendo per un risarcimento astronomico che suona davvero come un vitalizio, e poco nei panni del tabaccaio e della sua di famiglia che con il pagamento di una cifra del genere potrebbe anche essere rovinata. Credo che la vita sia il bene più prezioso, e che vada condannato chi non la rispetta. Ma credo anche che esistano dei beni come la casa, il lavoro, la famiglia, il frutto dei sacrifici, che vanno preservati. Credo che non si possa vivere nell’angoscia di essere derubati in casa propria o aggrediti da chi magari per prendere 10 è disposto a fare danni per 100, senza poi che ci sia alcuna certezza della pena. La giudice, nella sentenza, avrebbe dovuto tener conto delle condizioni in cui Birolo ha reagito e del clima generale in cui si sta vivendo», conclude il vescovo.

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