Galan si difende: «non devo decadere da senatore»

«Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso». Citano il secondo comma dell’articolo 25 della Costituzione i legali dell’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, condannato definitivamente dalla Corte di Cassazione il 2 luglio 2015 per corruzione continuata commessa dal dal 22 luglio 2008 al primo gennaio 2012, per la quale Galan aveva già patteggiato il 31 dicembre 2012. Ben prima, quindi, che entrasse in vigore la “legge Severino”, quella che prevede la decadenza da alcune cariche elettive (in questo caso, da quella di senatore) in caso di condanne giudiziarie.

Il decreto, infatti, è entrato in vigore il 5 gennaio 2013. E quindi non si può applicare a Galan e alla sua sentenza, che già a fine 2012 era passata in giudicato, secondo il principio dell’irretroattività. Secondo il Mattino sono queste le argomentazioni che Galan ha fornito al Comitato per le incompatibilità, le ineleggibilità e le decadenze di Montecitorio, a sostegno di una tesi contraria alla sua decadenza da senatore che eventualmente sarà proposta all’aula dal presidente della Giunta per le elezioni Giuseppe D’Ambrosio (M5s).

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