Fukushima a 5 anni dal disastro

Secondo Tepco, la società che gestisce la centrale di Fukushima –  duramente criticata dopo la catastrofe -, ci sono stati progressi nelle operazioni per contenere la contaminazione: martedì 9 febbraio è stato completato un “muro di ghiaccio sotterraneo” di oltre 1.300 metri intorno agli edifici che contengono i quattro reattori che, una volta in attività, dovrebbe essere in grado di congelare il suolo e fermare le fuoriuscite. Il problema più grave è tuttavia il combustibile nucleare della centrale: la zona dell’impianto è così pericolosa per l’uomo che per lavorarci vengono usati dei robot e ci vorranno decenni per raggiungere il combustibile e rimuoverlo in sicurezza.

Le operazioni per disattivare la centrale potrebbero durare dai 30 ai 40 anni. La grande domanda è cosa fare di tutto il materiale radioattivo. Il Giappone non ha discariche per le scorie nucleari e c’è una forte opposizione a smaltire materiale contaminato sul territorio. Per questo motivo tra le opzioni prese in considerazione dal governo c’è quella di costruire una discarica per le scorie nucleari sotto il fondale marino al largo della costa di Fukushima, collegata alla terra da un tunnel. Entro la fine dell’estate, un gruppo di esperti del governo presenterà una relazione sulla proposta.

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