Padova, jazz in strada: multati

«Eravamo a suonare in mezzo alla strada, a rallegrare la giornata a chi passava di là. E sì anche a far due soldi così: due chitarre, un contrabbasso, un rullante e un violino. Siamo stati riconoscenti dei sorrisi, dei complimenti e delle domande che ci hanno fatto tante persone nell’arco di mezz’ora. Tutto è stato interrotto dalla comparsa di due divise della polizia locale che ci hanno obbligato a smettere e che ci hanno dato una sanzione di 250 euro. A loro favore il regolamento comunale adottato dall’ amministrazione che ha capo il sindaco Bitonci, “il sindaco di tutti”». Così su Facebook i 6 ragazzi della band padovana di swing jazz “Gypsy.Thief”, si sfogano dopo la multa loro comminata dagli agenti per aver suonato in via Altinate senza regolare permesso. Infatti, in base a un nuovo provvedimento approvato nel luglio scorso dalla giunta di Massimo Bitonci, gli artisti di strada non possono suonare liberamente in centro se non dopo aver richiesto, almeno sette giorni prima della performance, un’autorizzazione al Comune.

«Quel regolamento che, parole testuali dei poliziotti, “tutela i veri artisti”, ovviamente li tutela multando dei giovani che suonano un paio d’ore della musica che pare evidente fosse benvoluta da chiunque passasse per via Altinate – continuano i giovani musicisti -. Vogliamo esprimere il nostro rammarico e il dissenso verso questa politica che reprime non solo la musica ma l’arte di strada in generale». Solidarietà dal segretario Pd Massimo Bettin: sono «esagerazioni fobiche – ha detto al Mattino – usiamo gli agenti per proteggere i nostri quartieri dal degrado criminale piuttosto che dalle chitarre e dai flauti».

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