Vicenza, pochi fedeli al Giubileo

E’ un Giubileo sottotono quello del vicentino. Pochi fedeli, almeno per ora, si sono infatti recati alle celebrazioni rituali. «Non è un McDonald’s mordi e fuggi, dove si acquista una vita spirituale. Serve un cambio di mentalità», spiega al Giornale di Vicenza padre Zaupa, priore dei Servi di Maria, i frati che custodiscono la basilica di Monte Berico. «Sono trascorsi esattamente due mesi e un giorno da quando abbiamo aperto la porta santa, questo è un cammino per i cuori, non per le gambe – aggiunge -. Magari più avanti quando le giornate si allungheranno e il tempo sarà più clemente arriveranno anche quelle ma per ora vedo tanta gente nuova. (…) Non è tempo di discorsi che non portano a nulla, incidono solo concretezza e consapevolezza, ecco perché vorrei dire che si è fatto un salto di qualità».

«Questo anno della misericordia è meno speciale e, forse, più vero – conclude padre Zaupa riferendosi al Giubileo del 2000 -. Il giorno delle ceneri abbiamo organizzato un cammino partendo dal chiostro del convento, poi ci siamo fermati davanti alla porta santa e lì c’è stato un momento di riflessione. I fedeli non hanno attraversato pensando ad una sorta di doccia magica della misericordia, erano concentrati, coscienti di poter ricevere il dono dell’indulgenza».

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