Bonifiche Marghera, M5S: Regione non ha controllato

«Confermati i nostri sospetti. La Regione ha gravi responsabilità, sui controlli. Continuiamo a scavare». La dichiarazione è dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Jacopo Berti (in foto) e Erika Baldin in merito alla  relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sullo stato di avanzamento dei lavori di bonifica nel Sito di interesse nazionale (Sin) di Venezia-Porto Marghera. «Nessuna verifica sul sistema di assegnazione dei subappalti e sui relativi corrispettivi. – scrivono in una nota – Sotto accusa anche il sistema dei collaudi parziali, spreco di risorse». «I collaudi effettuati sui singoli manufatti realizzati e non sull’opera nel suo complesso – denuncia la Baldin -, rappresentano solo un grande sperpero di denaro pubblico, in quanto inutili». «Oltre che per il fatto che sono coinvolte le stesse società, come il Consorzio Venezia Nuova, anche per i metodi di collaudo, la bonifica di Porto Marghera è imparentata con il Mose – ribadisce Berti – quegli incarichi per i collaudi, oggetto della relazione, costituivano nientemeno che una sorta di premio per dirigenti ministeriali, alti funzionari regionali, assessori e capi di gabinetto».

I 5 Stelle puntano il dito contro il Consorzio Venezia Nuova, incaricato della messa in sicurezza della gran parte delle sponde lagunari: «a fronte di un importo di lavori eseguiti pari a 586.989.935 euro, i compensi complessivamente liquidati sinora ai collaudatori ammontano a 1.519.352,19 euro, a fronte di un fatturato dell’importo di 1.544.352,39 euro. Si tratta di compensi che variano, per ciascun intervento di collaudo, da circa 3 mila euro a circa 100 mila euro, con una serie di passaggi intermedi di diverse decine di migliaia di euro.Lo Stato fino ad ora ha sostenuto la spesa complessiva di 781,6 milioni di euro, con la realizzazione di circa il 94 per cento delle opere previste. E mancano ancora ben 250 milioni di euro circa. Quanto ancora dobbiamo pagare noi cittadini a causa dell’incapacità e degli sprechi che la politica non è in grado di fermare?», concludono Berti e Baldin.