«Caro Brugnaro, recintiamo il condominio»

«Caro Brugnaro, recintiamo il condominio». Stufi di spaccio, clochard e sbandati che si accalcano vicini alla loro abitazione, alcuni residenti del condominio veneziano Ca’ Rossa (zona ex Consorzio Agrario) scrivono al sindaco e chiedono di poter recintare a proprie spese l’esterno dello stabile per arginare il degrado. «Troviamo siringhe, dosi di droga nascoste nei portafiori, movimenti sospetti – dice alla Nuova Venezia il portavoce dei residenti, Domenico Vianello – ; i garage poi vengono scassinati, in qualche caso sono stati utilizzati da senzatetto che stazionano e bivaccano davanti all’Ufficio Protocollo. Per questo abbiamo pensato di poter recintare l’area, in modo tale da rendere più difficile alla gente lo spaccio, perché se il condominio è recintato e c’è un intervento della polizia, è più difficile mimetizzarsi tra i vialetti e gli anfratti del complesso e scappare via, sarebbe faticoso scavalcare la recinzione. In somma, potrebbe essere più facile fermarli».

«Tra l’altro non ci sarebbero costi a carico del Comune, perché pagheremmo di tasca nostra – aggiunge Vianello – e in questo modo chiuderemmo tutta l’area, anche verso via Volturno. Il nostro condominio conta 400 garage e 150 famiglie residenti, ma ci sono 12 telecamere installate da noi, proprio perché siamo soggetti a furti e in questi anni siamo anche riusciti a migliorare la situazione: se potessimo recintarci, saremmo anche disposti a curare il verde interno ed evitare un ulteriore problema al Comune. Il nostro complesso residenziale ha bisogno di cure, altrimenti è facile che il degrado aumenti».

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