Juve-Napoli come Sanremo: noia&business

La partita fra le prime due squadre di A come il Festival: eventi mediatici (e spettacoli medriocri). Fra i calciatori emerge Lapadula, il bomber cha ha rubato il posto a Cocco

Juventus-Napoli e Sanremo. I due grandi eventi che hanno tenuto banco la scorsa settimana, in apparenza eterogenei – uno sportivo l’altro musicale – hanno in realtà molto in comune. Prima di tutto la loro valenza mediatica. Una decina di milioni di italiani ha seguito le serate del Festival su Rai1. Qualche altro milione di spettatori ha approfondito il tema con le altre trasmissioni che la televisione pubblica ha dedicato allo show. I tg e i quotidiani nazionali gli hanno riservato servizi, commenti e reportage. Sui social i post ed i tweet sono stati milioni, come le condivisioni di articoli e filmati. La stessa attenzione la ha ricevuta la partita fra le prime due squadre della Serie A, che, pur essendo trasmessa solo da Sky, ha totalizzato milioni di audience. La supersfida dello Juventus Stadium ha ottenuto altrettanta attenzione del Festival nel sistema della comunicazione.
Il successo dei due eventi sui media è, paradossalmente, anche il loro limite. Sia Sanremo che la partita infatti non meritavano tanta attenzione perchè sono stati entrambi mediocri e di una noia mortale. Il Festival non è più da anni una rassegna della canzone italiana. Che non esiste più come genere, che non ha un mercato, che non produce successi. Sanremo è solo una produzione televisiva, costruita con l’obbiettivo di creare ascolti per un numero esagerato di serate consecutive. La musica è un pretesto, contano di più altri contenuti: gli abiti degli artisti, le vallette del conduttore, gli ospiti stranieri. A molti italiani però interessano ancora il cast del Festival, il pronostico sul vincitore e i nomi dei big. Che spesso sono degli illustri ignoti.
Juventus-Napoli è stato altrettanto: uno spettacolo sportivo molto modesto, a tratti noioso. Se quelle viste in campo sono le due migliori squadre espresse dal calcio italiano, figurati le altre… La serie A è diventata come la Liga o la Bundesliga, due-tre squadre top e le altre a far tappezzeria. La Juventus ha battuto il Napoli senza merito, con un gol nel finale reso imparabile dalla deviazione di un difensore. La partita è stata poco emozionante, con pochissime occasioni, giocata male. Il secondo tempo addirittura soporifero. Come per Sanremo, il contenuto intrinseco è stato il fattore meno importante. Il successo mediatico è stato garantito dalla attesa di una sfida aprioristicamente proposta (e venduta) come Grande Calcio, nei fatti rivelatasi solo una partita di basso interesse e di poco spettacolo. Alla fine l’unico contenuto sportivo che ha fornito è stato il sorpasso in classifica, la Juventus è diventata la nuova capolista e a milioni di suoi tifosi è bastato questo. Sky ha centrato il suo obbiettivo: vendere spot, pacchetti Calcio, telecronache pay-per-view. Con quello che ha pagato i diritti, non poteva mancare il colpo.

Lapadula. Capocannoniere della Serie B, ha segnato 15 gol in 25 partite. Senza tirare rigori. Gianluca Lapadula è il nome nuovo del calcio italiano. Massimo Oddo, l’allenatore del Pescara -la squadra in cui gioca Lapadula-, ha pronosticato per il suo attaccante un posto in Nazionale. Lo vorrebbe anche quella del Perù, dato che la madre ha quel passaporto. Il padre invece è pugliese, emigrato a Torino. Dove Gianluca è nato nel 1990. Ha compiuto da pochi giorni 26 anni,  la sua quindi non è stata una esplosione precoce. Dopo la formazione nel Settore giovanile della Juventus, i suoi primi due campionati da professionista sono stati in Seconda Divisione. A 19 anni lo acquista il Parma, in cui però non riesce mai a debuttare. Per cinque stagioni consecutive infatti è ceduto in prestito, cambiando ogni anno squadra. Nel campionato 2014-2015 gioca in Lega Pro con il Teramo, segna 21 reti e contribuisce alla promozione del club in B, poi revocata per illecito sportivo. Dopo il fallimento del Parma, Lapadula è libero e il Pescara lo ingaggia. La sua evoluzione da semi-sconosciuto attaccante di terza serie a bomber del campionato cadetto è merito anche di Oddo, che lo ha trasformato da seconda punta in attaccante centrale. In questo ruolo si è preso la soddisfazione di togliere il posto di titolare all’ex-biancorosso Andrea Cocco, miglior marcatore della B l’anno scorso, acquistato dal Pescara alla vigilia dell’inizio del campionato.