Pd Treviso, espulsa la Caldato

La consigliera trevigiana del Pd, Maristella Caldato, è stata espulsa dal partito. Secondo i probiviri dem la Caldato con il suo comportamento si sarebbe resa «responsabile di gravi danni all’immagine del partito». La Caldato sarebbe stata fatta fuori dopo interminabili mesi di polemiche e scontri consumati in seno al partito: dalla sua richiesta di tagliare del 30% le indennità degli assessori della giunta Manildo all’accusa sul primo bilancio «fotocopia di quello della giunta Gobbo», dai suoi attacchi contro l’area commerciale del nuovo ospedale e contro la stessa Cittadella della Sanità ai suoi “no” al piano parcheggi e alle domeniche «pseudo ecologiche». Ma il colpo di grazia per la Caldato sarebbe arrivato dopo il suo esposto alla Corte dei Conti sull’Actt Servizi.

La consigliera parla di «blasfema giustizia politica» del Pd e promette battaglia: «il provvedimento di oggi è però provvisoriamente esecutivo – dice alla Tribuna -: provvederò immediatamente a ricorrere alla commissione di garanzia regionale e, se del caso, alla commissione nazionale. Ma rilevo che simili decisioni in Italia non sono state assunte nemmeno nei confronti di chi ha avvisi di garanzia né per coloro i quali ci sono procedimenti penali in corso. Denuncio quindi un comportamento persecutorio e denigratorio verso la mia persona, sia dal punto di vista umano che politico, comportamento che da diverso tempo viene perpetrato da membri dell’esecutivo cittadino, dal capogruppo Pd in consiglio Giovanni Tonella, dal segretario cittadino Andrea Michielan e da altri. Io, comunque, fino al pronunciamento del provvedimento definitivo della commissione di garanzia nazionale del Pd, rimango nel Pd. Sono stata attaccata senza che la coordinatrice provinciale Andreetta, il consigliere regionale Zanoni, le tre parlamentari Puppato, Rubinato, Casellato, abbiano mai proferito verbo sui gravi fatti politici che mi riguardano, da diversi mesi, lasciando fare impunemente agli epuratori di turno. Ma io non sono il soldato Ryan del Pd».