BpVi, altra batosta: recesso a 6,30

Il cda della Banca Popolare di Vicenza ha definito ieri il prezzo del diritto di recesso dalle azioni a 6,3 euro e ha rivisto l’aumento di capitale aumentandolo di circa 250 milioni di euro: la ricapitalizzazione necessaria all’istituto per riportare i requisiti sopra le richieste della Vigilanza della Bce, passa così da 1,5  a 1,75 miliardi di euro. Ai soci che opteranno per il recesso a fronte della trasformazione della banca popolare in Spa, verranno dunque riconosciuti 6,3 euro contro i 48 euro previsti fino ad oggi, con un taglio dell’87% circa. Visto il deficit patrimoniale, BpVi limiterà «in tutto e senza limiti di tempo il rimborso delle azioni con fondi propri», come avvenuto nel caso di Veneto Banca. Il Cet 1 ratio dell’istituto è attualmente al 6,65% contro il 10,25% richiesto dalla Banca centrale europea. Solo dopo l’aumento di capitale il Cet 1 ratio è atteso al 12 per cento.

L’aggiunta della tranche da 250 milioni serve in parte a stabilizzare il titolo dopo l’aumento di capitale e in parte come incentivo per la sottoscrizione e la fidelizzazione dei vecchi soci. I soci che aderiranno all’aumento di capitale avranno il diritto di sottoscrivere nuove azioni con lo sconto del 50% sul prezzo dell’Ipo per un ammontare massimo di 75 milioni. Uno sconto del 50 per cento sul prezzo di emissione è previsto anche per i vecchi soci che, pur non aderendo all’aumento di capitale ma mantenendo l’azione per un periodo predefinito, sottoscriveranno le azioni una volta che la banca sarà in Borsa. Per loro è prevista una tranche di nuove azioni per un totale di circa 38 milioni di euro.