Dipendenti fannulloni, due casi a Belluno

Bugie, raggiri, assenze. Anche Belluno si trova a fare i conti con il fenomeno dell’assenteismo sul lavoro. M.Z., 56 anni, dipendente comunale, ieri ha patteggiato un anno di carcere per assenteismo. Diceva di doversi assentare dal lavoro per andare a trovare la mamma ormai anziana: si i trattava invece di assenza illegittima, visto che la madre ha poi riferito agli inquirenti che non riceveva visite dal figlio ormai da anni a causa di dissapori tra loro. L’uomo dovrà ora rispondere dell’accusa di truffa per non aver svolto il lavoro per cui veniva regolarmente retribuito con 1.100 euro mensili, e dell’accusa di aver usufruito della legge che garantisce sessanta giornate di astensione dal lavoro per assistere parenti invalidi.

C’è poi la vicenda di un’altra donna che lasciava il suo posto al centro per l’impiego di Feltre senza dire dove andava. La dipendente si è giustificata di fronte al giudice delle indagini preliminari sostenendo che tutte le sue uscite erano dettate da ragioni di lavoro, salvo una volta che si era scordata gli occhiali a casa e per evitare di andare a recuperarli era uscita per comprarne un altro paio. Il caso sarà discusso in Tribunale fra qualche settimana, quando il gip si pronuncerà con la sentenza.

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