Fiera Vicenza versus Zaltron: ha ragione lui

Caso dell’ingresso negato all’ex dipendente della spa quasi interamente pubblica: ecco perché Marzotto&C hanno sbagliato

A proposito della risposta della Fiera di Vicenza all’articolo apparso su Vvox, sono del tutto d’accordo sul fatto che detta società abbia avuto del discredito. Ma non dall’articolo in questione, bensì dal suo stesso comportamento.

E’ sicuro che il signor Zaltron non faceva parte delle categorie interessate al “business to business”, ma lo è altrettanto che avendo avuto un invito regolare, era nel suo diritto utilizzarlo a suo piacimento. Di inviti a persone non direttamente interessate alle categorie fieristiche, ne vengono offerti non pochi. Alle cene offerte dalla Fiera partecipano, oltre agli addetti ai lavori, anche ospiti e ospiti degli ospiti.

Resta poi la forma, che è anche sostanza. E’ inammissibile e inaccettabile che una persona perbene venga fermata all’ingresso perché “non gradita”. Il quartiere fieristico è proprietà di Fiera di Vicenza, non di qualche dirigente rancoroso che non dovrebbe permettersi di rifiutare l’accesso ad un cittadino che, già come tale, è comproprietario della società.

“La Fiera di Vicenza può predisporre le misure che ritiene più opportune a tutela della proprietà”. Che dire: vietare l’ingresso ad un ex dipendente con trent’anni di servizio senza macchia, non in odore di spionaggio o concorrenza, è una prepotenza inutile e autolesiva.

Per ultimo, che il signor Zaltron abbia iniziato una causa di lavoro versus Fiera (che lo ha licenziato per esternalizzare il servizio che svolgeva, a suo dire, bene), non è atteggiamento ostile e di contrapposizione, ma semplice legittima difesa.