Jesolo, video pro-Isis fra i profughi: nessun arresto

Mostrava video di propaganda dell’Isis agli altri immigrati giunti in Italia e ospitati nell’ex colonia marina di Jesolo gestita dalla Croce Rossa. Ma per il 26enne sudanese Alì Tarig non sono scattate le manette e ora è scomparso nel nulla. Il pubblico ministero di Venezia Francesca Crupi, sulla base delle indagini svolte dalla Digos lagunare, aveva chiesto di arrestarlo con l’accusa di istigazione a commettere reati legati al terrorismo. Ma le prove raccolte non erano sufficienti a far scattare il provvedimento di custodia cautelare. Tarig infatti aveva sì scaricato sul cellulare alcuni video dei terroristi di Daesh, ma non sarebbe stato appurato alcun contatto tra lui e le milizie terroristiche. Per il magistrato, tutt’al più avrebbe commesso il reato di apologia, fattispecie per cui non è previsto l’arresto. Intanto la richiesta del sudanese di essere considerato rifugiato politico e di poter rimanere in Italia è stata respinta e lui è scomparso dal centro di Roma. Le autorità italiane non avrebbero comunque potuto espellerlo dato che Tarig proviene da un paese in guerra.

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