Marzotto condannato: «farò ricorso»

«A suo tempo avevamo rifiutato ogni ipotesi di patteggiamento  proprio perché confidavamo che la difesa nel processo avrebbe dimostrato la nostra innocenza. La sentenza del Tribunale di Milano ci sorprende e fatichiamo a capire come due soci di minoranza, che non hanno mai preso parte alla gestione della società, possano essere considerati colpevoli di un reato eventualmente commesso dagli amministratori: tutte le carte e tutti i testimoni, sia dell’accusa sia della difesa, hanno infatti sempre confermato la nostra completa estraneità ai fatti». Matteo Marzotto commenta amaro in una nota ufficiale l’esito della sentenza che lo ha visto condannato, assieme alla sorella Diamante, a 10 mesi per l’evasione fiscale di 70 milioni di euro sulla plusvalenza di 218 milioni realizzata con la vendita di Valentino Fashion Group (di cui Marzotto era presidente all’epoca dei fatti).

«Sono sempre stato contrario – aggiunge l’imprenditore, oggi alla guida della Fiera di Vicenza – alla cessione di Valentino, e il successivo sviluppo dell’azienda purtroppo mi ha dato ragione. Il mio unico intento, acquisendo le quote di Icg, era quello di consolidare il controllo e impedire così le scalate ostili che da più parti si paventavano. Leggeremo le motivazioni della sentenza di condanna – conclude Marzotto – e ci difenderemo in appello ; è certo, però, che in questo contesto diventa difficile conciliare il fare impresa e investimenti».