Veronesi, burocrazia blocca polo Zevio

«Siamo esasperati sono circa 5 anni che abbiamo in corso la richiesta di raddoppiare il polo di Zevio, ma senza risultati: Comune e Regione si palleggiano le competenze senza che prendano una decisione. E stiamo parlando di un’area agroindustriale di nostra proprietà: non ne chiediamo una nuova». Così su Il Sole 24 Ore il presidente del gruppo alimentare Veronesi, Bruno Veronesi, lamenta l’iter autorizzativo per il raddoppio dello stabilimento di Zevio, in provincia di Verona, bloccato da 5 anni in attesa delle autorizzazioni da Comune e Regione. A Zevio Veronesi punta ad incrementare la produzione di carni bianche finora insufficiente a soddisfare una domanda in costante crescita, soprattutto quella tedesca. «Il progetto per Zevio – aggiunge il presidente – prevede un investimento di 80-100 milioni di euro e l’assunzione di oltre 200 addetti, praticamente il raddoppio degli occupati attuali».

«Siamo impegnatissimi – sostiene il sindaco di Zevio, Diego Ruzza – sul progetto di ampliamento di Veronesi, anche perchè porterebbe nuova occupazione. Purtroppo però il Comune deve attenersi alle normative vigenti degli enti sovracomunali, dalla Asl alla Regione, e questo ci proietta in una serie di pastoie burocratiche infinite, di cui farei volentieri a meno». «In questa fase stiamo valutando ancora le opere urbanistiche – chiarisce il dirigente del Comune Paolo Vangelista, responsabile dell’unità organizzativa sviluppo e controllo del territorio -. Il gruppo Veronesi ha presentato la Via, ma non la convenzione vera e propria: se non ce la formalizzano cosa portiamo in consiglio comunale?». E conclude: «Tempo fa la società ci ha presentato un progetto che però si è dimostrato largamente carente. E l’iter è ripartito».

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