Acciaierie Valbruna, maxi-svalutazione quota Ilva

Conti in rosso per Acciaierie Valbruna, holding industriale della famiglia vicentina Amenduni presieduta dall’industriale Nicola Amenduni. La colpa è della maxi-svalutazione da 311 milioni legata alla controllata olandese Valbruna Nederland, cui è intestato il 10,05% dell’Ilva. Valbruna Nederland ha infatti fatto causa al governo per l’avviso di cessione dell’Ilva di Taranto che mette a rischio quota posseduta dagli industriali vicentini. Alla svalutazione per l’Ilva si aggiungono una svalutazione di 8,5 milioni per la quota in Ferak (il veicolo che ha la quota di Assicurazioni Generali), di 2,7 milioni per il 18% detenuto nella Centrale finanziaria generale di Giancarlo Elia Valori, di quasi 4 milioni per la quota dello 0,3% in Veneto Banca e di 28 milioni per lo 0,73% in Mediobanca.

Il conto finale del bilancio civilistico di Acciaierie Valbruna registra dunque un passivo di 211 milioni, interamente ripianato con riserve, pur a fronte di ricavi cresciuti da 565 a 688 milioni, l’ebit salito da 29,8 milioni a 84,4 milioni, un ebitda passato in un anno da 57,1 a 116,1 milioni. Come riportato dal Giornale di Vicenza che cita i dati del quotidiano “Mf”, la voce complessiva dell’attivo è di 1,3 miliardi, con partecipazioni per circa 377 milioni.