Fondazione Roi, casse a secco

Il crollo del valore delle azioni di Banca Popolare di Vicenza investe la Fondazione Roi aprendo una voragine nel suo patrimonio. L’istituzione culturale vicentina detiene infatti 471.026 azioni dell’istituto di via Framarin, titoli che sono stati svalutati dai 60 euro di pochi mesi fa fino ai 6,30 euro attuali. Un tonfo che si è ripercosso sulle casse della Fondazione: il capitale è passato da 29 a 2,9 milioni di euro nell’arco di pochi giorni. Il patrimonio si è praticamente ridotto a un decimo. «Questa situazione ci preoccupa, e siamo ben consci che i contributi dell’ente quest’anno saranno ridotti. Staremo a vedere. In ogni caso, tutte le decisioni in merito alle attività della Fondazione stanno in capo al cda dell’ente stesso», ammette sul Corriere del Veneto il vicesindaco e assessore comunale alla Crescita, Jacopo Bulgarni d’Elci. La Fondazione Roi è una delle principali realtà attive nell’ambito dei finanziamenti ad attività e progetti culturali di Vicenza. Fondata nel 1988, nel 2009 in seguito alla morte del suo patron, il marchese Giuseppe Roi, la Fondazione passò all’allora presidente di BpVi, Gianni Zonin.