Padova Tre, buco da 30 milioni

Il cda di Padova Tre srl, la società pubblica che si occupa della raccolta e della gestione dei rifiuti nella Bassa padovana, ha predisposto un piano di ristrutturazione per ripianare il buco da 30 milioni nel bilancio. Un rilancio attraverso tre direttrici: abbandono delle attività fuori provincia, piani finanziari più trasparenti, revisione al ribasso dei costi.

«Chiederemo innanzitutto di abbandonare progressivamente le attività che vanno oltre la concessione firmata nel 2011 che, assieme a Sesa, Abaco e De Vizia, ci ha impegnato nella gestione dei rifiuti della Bassa», afferma sulla Tribuna il presidente Nicola Ferro. «Padova Tre ha 150 dipendenti e ben 115 sono occupati nella raccolta dei rifiuti nelle aree extra-concessione. Diciamo che questa estensione di attività, voluto dalla precedente governance, non ha portato grandi vantaggi», continua. «Se otterremo il mandato per restaurare questa società, contiamo di risparmiare 1,5 milioni all’anno, da qui ai prossimi dieci anni. La nostra è una proposta studiata in un anno e mezzo di seria analisi. O si fa così, o noi ci mettiamo da parte – conclude ferro -. Ma il rischio è che si debbano portare i libri in tribunale».

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