«Teatro Olimpico? Non è in affitto»

«Le potenzialità di questo palcoscenico sono infinite ed emozionanti. Non ci deve arrivare chi ci mette le cose sbagliate, perciò ribadisco: solo chi è su questo territorio, conosce il luogo e le regole può governare un indirizzo teatrale che lasci però agli uomini e alle donne teatro la libertà di fare il loro mestiere». Così sul Giornale di Vicenza il regista Maurizio Scaparro interviene sul tema dell’arricchimento dell’offerta culturale del Teatro Olimpico. «Questo luogo è una pietra preziosa e va gestito con attenzione – continua il regista -: la conduzione deve essere doppia, deve avere un aspetto locale forte anche a livello teatrale non consegnandosi allo Stabile di turno; e poi deve poter esprimere la creatività dei registi, dei nomi chiamati a dirigere. Chi è sul territorio ha la responsabilità, chi arriva porta la sua libertà di fare teatro. Ma una non prescinde dall’altra. Ecco…questo teatro non è una casa da affitto».

Dell’argomento se ne parlerà anche oggi alle 16 nell’odeo dell’Olimpico in un incontro voluto e moderato dal vicepresidente dell’Accademia Olimpica e giornalista Cesare Galla. Interverranno: Marino Breganze, presidente dell’Accademia, il vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci, il presidente della Fondazione Teatro Comunale Flavio Albanese, gli accademici olimpici Franco Barbieri, storico dell’arte, Roberto Cuppone, regista e storico del teatro, il soprintendente alle Belle arti e paesaggio Fabrizio Magani, il direttore dello Stabile del Veneto Massimo Ongaro, lo studioso di teatro Oliviero Ponte di Pino e lo stesso Scaparro.