Unindustria Treviso: “suicidio” chiudere Schengen

Il rischio di chiusura delle frontiere con la sospensione del trattato di Schengen per frenare l’ondata di profughi, preoccupa Unindustria Treviso. Treviso infatti nel terzo trimestre 2015 è risultata la quinta provincia italiana per esportazioni, con un export stimato a fine anno di 12 miliardi, import di 6,5 e saldo attivo import-export superiore ai 5,5 miliardi. Secondo gli industriali la sospensione della libera circolazione di merci ai varchi transfrontalieri costerà il tre per cento in più, sotto forma di costi aggiuntivi, alle imprese trevigiane. «Ci perderebbero tutti: sia chi si trova a subire la chiusura, ma anche l’Austria stessa. È una partita da cui nessuno uscirebbe vincitore», spiega la presidente Maria Cristina Piovesana (in foto). «Sospendere Schengen è un ritorno all’antico, con controlli su persone e mezzi che vanno a rallentare il traffico. Tutti gli Stati devono comportarsi allo stesso modo – sottolinea Maurizio Montemagno, direttore interregionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – una sospensione unilaterale porta conseguenze nefaste a tutto il sistema e distorsioni del traffico».

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