Presidente Biennale: «cultura deve assumere rischi»

Fare cultura «vuol dire saper assumere rischi» e volgere lo sguardo sempre in avanti. Così il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, espone le linee guida per il prossimo quadriennio. «Penso sempre a ciò che farò – aggiunge -. Guardo avanti. E’ una mia fissa. Sono sempre stato dell’opinione che il domani ci aiuti a dare un significato al presente. Una Biennale è bella quando è un edificio multistrato: mostra, padiglioni stranieri, artisti e pubblico. Bisogna continuamente rompere le barriere che continuamente vengono erette. E’ un atto di trasparenza, un modo per conoscere e capire il mondo dell’arte, non lasciandolo alla sola voce che oggi sembra imperante, quella del mercato».

Secondo Baratta bisogna dare modo ai giovani di avere una esperienza diretta nei gangli vitali di una istituzione culturale. E non solo per gli artisti. Una novità riguarderà le professioni che interessano tutte le istituzioni culturali. Parte in questi giorni un progetto che porterà 18 studenti all’anno a fare uno stage all’interno delle varie direzioni e uffici della Biennale seguiti dal personale interno per imparare mestieri e acquisire professionalità. «Sarà impegno vero», spiega Baratta, indicando che tutte le istituzioni dovrebbero seguire questo modello per sviluppare la formazione postscolastica. Poi c’è Biennale College che si rivolge ai giovani artisti. E tra le partite da chiudere prima della fine del mandato? «Quella del Lido per la Mostra del Cinema. Si tratta di portare a compimento l’intervento al palazzo del Casinò per avere una cittadella del cinema degna del livello raggiunto dalla Mostra».

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