Sanità, Berti: «Coletto chiarisca su inchiesta Monza»

Il capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della commissione sanità, Jacopo Berti, chiede all’assessore regionale Luca Coletto di «chiarire la sua posizione» in relazione all’inchiesta di Monza sulla sanità, annunciando di aver preparato un’interrogazione in tal senso. «Dalle intercettazioni disponibili al momento – sostiene Berti – sappiamo che ha respinto le pressioni dei corruttori per alcune nomine. Ma perché abbiamo dovuto aspettare un processo per saperlo? Che rapporti aveva l’assessore con queste persone? Fare chiarezza, oltre ad aiutare la giustizia, tutelerà l’immagine di Coletto, una persona che non abbiamo motivo di credere disonesta. Ci dica però chi sono gli “altri” ai quali lascia quel tipo di “pasticci”».

Per Berti «i fatti di cronaca e le ricerche ci dicono che la sanità italiana è tra le più a rischio, bisogna muoverci con estremo rigore. La sanità italiana è la più corrotta dopo la Polonia» e «il rischio è rappresentato soprattutto dalle alleanze opache che si instaurano tra soggetto pubblico e interessi privati. Esattamente lo schema lombardo al quale siamo abituati. A questi – osserva – si uniscono i contratti assegnati a livello locale, dove, come dice una ricerca dell’Università di Torino sulla vulnerabilità degli appalti pubblici di 25 Paesi membri dell’Ue, legami familiari, relazioni sociali, amicizie e conoscenze, la necessità di fornire opportunità di lavoro per le comunità locali, soprattutto in un momento di crisi, e la mancanza di conoscenza e professionalità nelle piccole amministrazioni costituiscono altrettanti fattori di rischio. Dai bandi scritti ad hoc – spiega – per rispondere a bisogni non esistenti e appositamente fabbricati, alla diffusione di informazioni riservate relative al bando di gara allo scopo di favorire alcuni partecipanti».

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