Arena, Tosi ai sindacati: «intesa o tutti a casa»

«O si cambia strada, e si trova un’intesa entro un paio di settimane, oppure il Comune metterà in liquidazione tutto e, come proprietario dell’Arena, organizzerà autonomamente una stagione musicale estiva». Così sul Corriere del Veneto il sindaco di Verona Flavio Tosi lancia un duro ultimatum ai sindacati dei lavoratori della Fondazione Arena in mobilitazione da mesi per i tagli al personale previsti nel piano di risanamento dell’ente. «Siamo di fronte – ha detto Tosi – ad un ormai evidente atteggiamento dilatorio da parte dei sindacati, non tanto delle segreterie provinciali, con le quali eravamo riusciti a trovare un confronto vero, quanto con le Rsu (Rappresentanze Sindacali Unitarie, ndr), che cercano solo lo scontro “a prescindere”, che hanno continuato un’occupazione della sede che è immotivata ed anche illegittima, quando si entra nel regime previsto dalla legge Bray, e lo fanno a tutela di uno status quo e di privilegi ormai insostenibili». La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe una lettera con cui i sindacati hanno chiesto la rimozione dei vertici della Fondazione. Una richiesta giudicata «irricevibile» tanto da Tosi che dal sovrintendente Girondini e dal direttore operativo, Francesca Tartarotti.

«Adesso – ha spiegato il sindaco, che è anche presidente della Fondazione – o si cambia strada oppure, come dicono alcuni sindacalisti, scatta il “tutti a casa”. È evidente come si stia solo cercando di prendere tempo per arrivare al momento in cui dovranno iniziare le prove per la nuova stagione lirica, più o meno in aprile, e a quel punto saremmo messi di fronte ad un bivio drammatico: o cedere a tutte le richieste, o rischiare di veder saltare la stagione lirica, o parte di essa, per una serie di agitazioni e di scioperi». Soluzione? In mancanza di un accordo il «Comune organizzerà direttamente la stagione 2016, con una diversa orchestra, altri tecnici, altri artisti, altro personale. Arriverà un commissario liquidatore, col quale discuteremo l’uso di scenografie, costumi e quant’altro. Ma quel che è sicuro – ha concluso Tosi – è che non è neppure pensabile che un piccolo gruppo di persone crei un danno irreparabile all’intera città».