Olimpiadi 2024 a Roma? Aridatece Monti

La Capitale si era già candidata a quelle del 2004 e del 2020. Oggi Renzi ci riprova, sulla scia di Berlusconi

Roma ha presentato la sua candidatura per ospitare i Giochi Olimpici del 2024. Ancora? Ancora. Si era già candidata per quelli del 2004 e del 2020. Per la assegnazione dei primi il Cio aveva preferito Atene, si dice per risarcire la capitale greca per lo scippo delle Olimpiadi del Centenario, le “Olimpiadi-Coca Cola” celebrate a Atlanta per compiacere la multinazionale delle bollicine. Nel 2012 l’allora presidente del Consiglio Mario Monti, negando l’appoggio del governo, aveva provocato il ritiro della candidatura per il 2020, ispirata e appoggiata dall’ex premier Silvio Berlusconi, che vedeva nella realizzazione dell’evento nella Capitale «un contributo alla crescita economica non solo della città ma di tutto il paese». Monti, di cui si può dire tutto ma non che non sia una persona seria, aveva cassato la candidatura affermando: «non pensiamo sarebbe coerente impegnare l’Italia in quest’avventura che potrebbe mettere a rischio i denari dei contribuenti».

Emblematici i casi di Atene 2004 e Londra 2012: secondo molti analisti le Olimpiadi erano state una delle cause del default della Grecia e in Gran Bretagna i costi erano raddoppiati rispetto al preventivo. Lo stop di Monti risale a febbraio 2012. Neanche due anni dopo, il 15 dicembre 2014, Matteo Renzi presentava la nuova candidatura di Roma per gli Olimpic Games 2024. «Non permetteremo ai problemi che indubbiamente ci sono di fermarci» dichiarava nell’occasione il capo del governo, che aggiungeva: «saremo all’avanguardia nel controllo della spesa». Erano i tempi dello scandalo di Mafia Capitale e la affermazione di Renzi aveva provocato qualche motivata ironia. Le esperienze di Pechino 2008 e soprattutto di Sochi 2014, che rischiavano di circoscrivere la organizzazione dei Giochi ad una élite di tycoon e multinazionali, hanno indotto il Cio a prescrivere ai candidati per il 2024 una manifestazione low cost utilizzando impianti esistenti ed allargando la collaborazione ad altre città. «Il progetto sarà incentrato su Roma ma sarà allargato al resto del Paese», ha spiegato Renzi, adeguandosi. Le indicazioni del Comitato Olimpico e del premier sono state recepite nel dossier di Roma 2024, che parla di Regional and National engagement coinvolgendo nella candidatura Milano, Torino, Genova, Verona, Udine, Firenze, Napoli, Bari e Palermo (per ospitare nei rispettivi stadi la fase preliminare del torneo di calcio) e Cagliari, per le regate della vela. Ed evidenziando la contenuta necessità di costruire nuovi impianti sportivi in aggiunta a quelli già esistenti nella Capitale.

Il presidente del Comitato per la candidatura romana è Luca Cordero di Montezemolo. Ancora lui? Ancora lui. Evidentemente in Italia non ci sono manager più giovani del quasi settantenne ex-presidente della Ferrari, che nel 2024 avrebbe 77 anni. Faceva parte anche del Comitato d’onore per la candidatura del 2020. Se la dovrà vedere con tre città concorrenti: Budapest, Los Angeles e soprattutto Parigi, che gode dei favori del pronostico. Il budget della candidatura romana è di 35 milioni di dollari (circa 31,5 milioni di euro). Chi li metterà? Lo Stato il meno possibile, assicura Montezemolo. Il grosso verrà da privati, imprese e sponsor. Ci vuole una bella dose di fiducia (o incoscienza) a pensare che in un breve-medio termine l’Italia esca da una crisi economica la cui fine è periodicamente rinviata dallo stesso governo e che nessuno, neanche a livello internazionale, ha finora saputo spiegare se e come finirà. E ci vuole anche una bella faccia tosta a sottintendere che Roma saprà finalmente darsi una amministrazione all’altezza e soprattutto non corrotta. Il dossier di Roma 2024 rassicura gli italiani: “il Governo italiano considera i Giochi un catalizzatore per una positiva, sostenibile e fattibile crescita per Roma e per l’Italia”. Le stesse identiche parole di Berlusconi.

(ph: Roberto Monaldo/LaPresse da www.ilfattoquotidiano.it)

Tags: , ,

Leggi anche questo