Castelfranco, prete: «sì adozioni gay»

«Sono un prete laico, favorevole al riconoscimento di diritti che al momento non sono riconosciuti dalla legge italiana. E sono favorevole alle unioni civili e alla possibilità che un bambino possa essere affidato ad una coppia omosessuale». Così sul Mattino don Claudio Miglioranza, prete operaio di Castelfranco, attacca l’accordo politico tra Pd e Ncd sulle unioni civili che ha portato allo stralcio della stepchild adoption e del vincolo di fedeltà. Favorevole alla legge originale, don Miglioranza ha scritto assieme ad altri preti cattolici italiani (Paolo Farinella, Aldo Antonelli, Raffaele garofalo, Michele Dosio, Pippo Anastasi, Giorgio De Capitani) una lettera aperta intitolata “Noi preti cattolici diciamo No al compromesso sulle Unioni Civili”.

«La storia dell’umanità non è mai stata portatrice di un solo modello di famiglia – si legge nel testo dell’appello – e tanto meno si fa garante di “una famiglia come voluta da Dio”, dal momento che la Sacra Scrittura (Antico e Nuovo Testamento) non ne parlano, ma offrono a ciascuno la possibilità di vivere il dono dell’alleanza e dell’amore a perdere come segno e manifestazione del volto del Dio di Gesù Cristo. La famiglia osannata nei vari “Family Day” è un’astrazione, legata a una particolare cultura di particolari momenti storici, condizionata da sistemi e costumi sociali, economici e religiosi. Sperimentiamo che la “famiglia uomo-donna-bambino/a”, troppo spesso è il luogo turpe delle più atroci violenze, anche di natura sessuale, sui bambini, che i difensori di quel modello vorrebbero tutelare. Anche noi siamo dalla parte dei bambini, ma vogliamo esserlo sempre e non solo a certe condizioni. La politica ha strumentalizzato la cosa in maniera indecente, per i diritti si è montato un casino assurdo – spieganoi i preti – io e i firmatari della lettera abbiamo voluto dire che siamo preti laici, in uno stato laico, e siamo favorevoli a concedere diritti alle persone. L’Italia in tema di diritti si dovrebbe vergognare, siamo indietro di anni rispetto ad altri paesi. E questo compromesso ne è l’ennesima dimostrazione».

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