Il prof di finanza: «BpVi Spa unica soluzione»

Il professor Ugo Rigoni dell’università Ca’ Foscari di Venezia lo dice chiaramente: «i soci BpVi – ha spiegato al Giornale di Vicenza – se vogliono dare un futuro all’istituto, non possono fare altro che votare sì alla trasformazione in Spa, all’aumento di capitale e alla quotazione in Borsa». Questo perchè il decreto del governo Renzi prevede l’obbligo di trasformazione in Spa per tutti gli istituti di credito che hanno più di 8 miliardi di attivo. E la Popolare di Vicenza ne ha ben 40.

Riguardo alla proposta di “spezzettare” la banca in cinque parti distribuite sul territorio, che andrebbero così a dividersi l’attivo, il prof. Rigoni è altrettanto netto: «è una sciocchezza», per motivi pratici innanzitutto («la banca non è diffusa in modo omogeneo sui vari territori» quindi «non si possono ottenere 5 mattoni della stessa misura»). Ma anche perchè le operazioni di scissione (tale sarebbe, dal punto di vista tecnico, la divisione in cinque parti) «devono essere autorizzate da Bankitalia o da Bce» sulla base di «una logica industriale».

Quindi la trasformazione in Spa va fatta in fretta, come pure la quotazione in Borsa. Secondo Rigoni, che è responsabile del “Laboratorio Corporate Finance and Financial institutions” a Ca’ Foscari, la quotazione «non è rinviabile». Semplicemente perchè l’aumento di capitale, che la Bce valuta come subito necessario, non si può fare senza la Borsa: «basta pensare a quel che è successo in passato per la valorizzazione delle azioni per dire che è impossibile».

(ph. da venetoeconomia.it)