San Fior (Tv), M5S: follia nuovo centro commerciale

Pura follia. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Simone Scarabel, commentando la notizia secondo la quale è prossima la realizzazione di un nuovo centro commerciale a San Fior, in provincia di Treviso. La nuova mega-struttura di vendita dovrebbe sorgere a meno di 20 minuti da altri grandi centri commerciali. «La Regione e la Provincia non dovrebbero concedere la VIA a queste opere. – ribadisce l’esponente pentastellato – Stiamo parlando di un enorme consumo di suolo, che andrà a impermeabilizzare centinaia di migliaia di metri quadri di terreno, che poi non potranno più assorbire le cosiddette bombe d’acqua, ormai all’ordine del giorno. Ma anche se non vogliamo guardare all’ambiente, – sottolinea – almeno cerchiamo di salvaguardare il settore del commercio. Dell’apertura dell’ennesimo centro soffriranno sia i negozi dei centri storici, sia quelli degli altri centri commerciali. Non ha alcun senso investire in queste opere – avverte il consigliere – siamo la regione con più metri quadri di centro commerciale pro capite, e in questi mesi non sono mancati gli annunci di chiusure».

«Inoltre ci stiamo conformando in maniera preoccupante al mercato globale, i giovani non sanno assolutamente distinguere una borsa fatta a mano da una borsa di plastica cinese, o meglio non sanno distinguere la differenza di valore e quindi scelgono quella con il prezzo più basso – si rammarica Scarabel – lo stesso dicasi per gli abiti e giacche, per le scarpe, per gli accessori da cucina e chi più ne ha più ne metta. Anche alle fiere storiche rischiamo di trovare più bancarelle di cineserie che di artigiani nostrani. Dove vogliamo andare? Non possiamo predicare l’indipendenza come Veneto da una parte e aprire le porte alla globalizzazione dall’altra, questa è schizofrenia politica. Vorrei sapere – continua Scarabel – chi andrà a fare la spesa in questo nuovo centro commerciale forse le famiglie truffate dalle banche nostrane? Oppure le famiglie che hanno un cinquantenne disoccupato che non riesce a ricollocarsi? Magari un cinquantenne o una cinquantenne che prima lavorava in un negozio o in un altro centro commerciale, che nel frattempo ha chiuso. I consumatori hanno più potere della politica su questo settore, e i consumatori siamo noi – conclude – sono i nostri soldi e come li spendiamo a determinare queste scelte, ogni volta che facciamo la spesa è come se fossimo dentro il seggio elettorale. A chi daremo il prossimo voto? Alla globalizzazione cinese o all’artigiano sotto casa?».