Per una Comunità del cibo a Vicenza, Convivio di primavera

(in foto Il Paese di Cuccagna illustrato dai Remondini)

Far dialogare due protagonisti – autorevoli e consolidati a livello mondiale – come SlowFood e Accademia Italiana della Cucina, ha il significato di avvicinare la terra, il mare, gli orti e le campagne alla tavola, alla cucina, al consumatore 3.0, con una medesima visione del futuro sostenibile, che salvaguardi le biodiversità e che estenda il sentimento di appartenenza delle popolazioni alla terra ‘madre’.  Ci voleva CONVIVIOITALIA  perché questo succedesse; il 21 marzo 2016 all’Agriturismo Le Vescovanedalle 19,30, la serata è a pagamento, aperta al pubblico fino ad esaurimento dei posti (prenotare a: ). 

Nonostante la pesante situazione economica abbia influenzato negativamente e pesantemente le scelte alimentari e di vita della popolazione italiana media, l’Italia vanta l’invidiabile disponibilità di non pochi fattori di eccellenza che contribuiscono all’elevazione della qualità della vita, tra i quali sono certamente da annoverare il sistema di alimentazione, la dieta mediterranea e la cucina nazionale. Queste forme di vita di antico radicamento nella nostra cultura, riflettenti sapèri tramandati per tradizione da una generazione all’altra, si integrano vicendevolmente, in forza della loro stessa coerenza. Il sistema di alimentazione largamente adottato nel Paese si rivela tra i più salutari per l’organismo, grazie ad un assai ricco patrimonio agricolo e zootecnico.

Ma ciò che più conta ai fini del benessere è rappresentato dalle favorevoli modalità di svolgimento dell’alimentazione giornaliera: il tempo dedicatovi e soprattutto il contesto sociale nel cui àmbito ha luogo il consumo del pasto. La naturale cordialità di rapporti e la propensione a condividere con gli altri ogni forma di godimento personale costituiscono tratti peculiari della nostra cultura, così che il singolo atto gustativo, quasi sempre improntato a una consapevole attenzione quindi scrutinato dall’intero apparato sensoriale, diventa opportuna azione di comunicazione e di confronto delle impressioni avvertite, favorendo non poco il piacere della tavola, la digestione e l’assimilazione del cibo.

ConvivioItalia dunque sollecita in questa occasione “conviviale” Accademia e SlowFood a mettere a punto un modello integrato di intervento in cui la dimensione locale è essenziale, come è, è stato e dovrà continuare ad essere essenziale il confronto e il lavoro comune con le Delegazioni vicine (dell’Accademia), con i Presidi (SlowFood), e le Aziende agroalimentari di eccellenza (Cooperative, Consorzi, Aziende agricole, Agriturismi, ecc). Lo scorso anno, ci ricorderà con giustificato orgoglio il nostro illustre accademico vicentino Alfredo Pelle, è intervenuta la definitiva consacrazione con l’iscrizione della “dieta mediterranea” – intesa nella sua letterale accezione, dall’etimo greco, di “stile di vita” – nella lista Unesco rappresentativa del patrimonio immateriale dell’umanità, in quanto meraviglioso ed equilibrato caso di integrazione di natura e cultura. Tale modello nutrizionale tra i più sani e e benèfici mai adottati dall’uomo, è la risultante di tutta una serie di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni accumulate nel corso dei secoli afferenti l’ambiente culturale, l’organizzazione sociale e l’universo mitico-religioso delle popolazioni del Mediterraneo.

Nella circostanza i relatori – ed in particolare dal nostro cuoco vicentino Amedeo Sandri – ne sottolineeranno pure le rilevanti funzioni di rispetto del territorio e della biodiversità, come quelle di salvaguardia delle attività e dei mestieri tradizionali legati alla pesca e all’agricoltura, nonché i profili di carattere sociale. I risultati ottenibili da questa incessante interazione tra conoscenza e materia consentono di conferire ogni possibile contenuto e forma all’autentica Civiltà della Tavola. Le stesse attività che nel tempo quotidiano impegnano tantissime persone a garantire il servizio in tavola a familiari e clienti possono rivelarsi momenti e occasioni di intensa soddisfazione e di piacere. Questo immenso patrimonio cognitivo ed esperienziale – ci documenterà Mario Bagnara Presidente della Biblioteca “La Vigna” – costituisce senza dubbio una delle grandi eredità ricevute dal passato che è ancora possibile garantire, con uno sforzo minimale, alle future generazioni. Ecco che appare doverosa una decisa azione di tutela e di salvaguardia, da parte dei singoli e delle Istituzioni culturali, come quelle qui rappresentate ai massimi livelli, che valga a mantenere integra l’essenza del nostro complessivo sistema che abbiamo voluto chiamare, con Carlin Petrini, COMUNITA’ DEL CIBO.

L’Accademia Italiana della Cucina
L’Accademia è Istituzione Culturale della Repubblica Italiana, fondata nel 1953 da Orio Vergani – quella di Vicenza, fondata nel 1954, è dopo Milano la più antica e apprezzata Delegazione italiana. Una delle mission dell’Accademia è il ‘presidio’ del proprio territorio dal punto di vista gastronomico. L’attivazione cioè di un’attenta osservazione di quanto è caratteristico e di valore in una data area e del come contribuire a recuperare, valorizzare, divulgare e possibilmente contribuire ad una sua crescita.

SlowFood
Nata Arcigola e fondata in Piemonte nel 1986 da Carlo Petrini, Slow Food diventa internazionale nel 1989 come «Movimento per la tutela e il diritto al piacere» e un manifesto d’intenti che pone l’associazione come antidoto alla «Follia universale della “fast life”» e «Contro coloro, e sono i più, che confondono l’efficienza con la frenesia, [a cui] proponiamo il vaccino di un’adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento». SlowFood, con il progetto Terra Madre, ha lo scopo di formare delle reti tra gli attori della filiera alimentare con, al centro, le comunità del cibo, per identificare e promuovere una nuova logica agroalimentare, più rispettosa degli uomini, della terra e degli oceani. Queste comunità di pastori, agricoltori, pescatori lavorano localmente per difendere le loro pratiche artigianali; ogni due anni, i diversi soggetti della rete di Terra Madre si ritrovano a Torino per discutere dei problemi comuni e per farsi sentire.

La Vigna – Biblioteca Internazionale e Centro di Cultura e Civiltà Contadina
Sorto nel dicembre del 1981 per volontà del donatore Demetrio Zaccaria, la Biblioteca Internazionale “La Vigna” è un Istituto di documentazione, specializzato nel settore di studi sull’agricoltura e sulla cultura e civiltà del mondo contadino. Il fondo librario ammonta oggi a circa 50.000 volumi, ed è costantemente arricchito con acquisti selettivi sul mercato antiquario e su quello corrente. l patrimonio librario de “La Vigna” comprende non solo opere pubblicate negli ultimi anni, ma anche edizioni a stampa a partire dal XV secolo; di particolare pregio la ricca collezione di testi inerenti all’enologia dal XV al XVIII secolo. Sono disponibili, inoltre, le più importanti riviste di settore, cessate e correnti, del panorama editoriale nazionale e internazionale. Una notevole percentuale dei volumi posseduti concerne la coltivazione della vite e la produzione vinicola; molte opere, inoltre, riguardano temi specifici, come la coltura della patata e dell’olivo, l’allevamento delle api e la produzione dell’olio e del miele.
Per quanto riguarda l’enologia si prefigge inoltre di studiare, analizzare e approfondire la ricerca etnografica, sociologica e storica collegata ai cicli della vita, del lavoro e della produzione, al fine di salvaguardare quelle conoscenze che, diversamente, rischierebbero progressivamente di scomparire.

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