Vicenza, Emozioni in Cammino

Riceviamo e pubblichiamo una lettera che racconta il successo del libro “Vicenza: Emozioni in Cammino”.

L’incontro che ha avuto luogo venerdì 11 marzo al Galla Caffè non è stata l’occasione per la presentazione di un libro, ma della sua ristampa. Sì, perché a distanza di 110 giorni dalla stessa – precisamente avutasi il 14 novembre nella Sala degli Stucchi – si è voluto evidenziare la grande passione, il grande impegno nonché il grande successo di Vicenza: Emozioni in Cammino. Moderatore della serata è stato il presidente dell’associazione amici dei monumenti, dei musei e del paesaggio per la città e la provincia di Vicenza e della biblioteca internazionale ‘La Vigna’, Mario Bagnara, il quale nell’introdurre i vari referenti, ha rinnovato il suo entusiasmo nel riproporre questa bella ed inedita iniziativa editoriale diretta a ri-scoprire la città. Non solo. Obiettivo – a suo dire – deve essere anche quello di far conoscere Vicenza a chi viene da fuori, e se in questo libro a parlare sono i protagonisti delle dimore in cui vivevano, allora il tutto deve avvenire proprio tramite la lettura. Il padrone di casa, Alberto Galla, nello sposare questo progetto, ha sottolineato quanto fosse importante, per conservare e rilanciare questa città, non perdere la memoria. Per farlo quale miglior modo se non quello di dare «spazio alla fantasia per abbattere le frontiere e incitare tutti a proporre nuove iniziative». Tre sono i volumi del progetto. Questo primo libro – risultato di tre anni di lavoro e diviso in quattro itinerari – è diviso in due parti. La parte dedicata agli adulti è stata curata da Rossella Menegato e Manuela Brocco. Il loro intento era quello di far avvicinare i ragazzi alla città, invertendo i protagonisti e cioè facendo parlare coloro che hanno vissuto Vicenza, coloro che vivevano dietro i portoni dei più importanti e sfarzosi palazzi della città. Per una volta l’architettura del capoluogo veneto diventa una coprotagonista. Il tutto confezionato con un linguaggio accattivante e allo stesso tempo leggero ma, rispettando sempre il punto di vista storico.

La parte dedicata ai più piccini – curata da Mariapia Ciani, purtroppo assente all’incontro -, riproposta in chiave di filastrocche, racchiude l’anima dei vicentini. Tra i vari personaggi la gattina Rossellina, la farfallina Sveva e la coccinella Domitilla, ci raccontano il mondo perfetto, ma non finto della sua autrice, che a suo dire le fiabe non passano mai di moda. Avvicinare i più piccoli – nonché i futuri cittadini – alla propria terra, alle proprie origini. E le fiabe sono proprio dirette ad educare la mente. Protagoniste dell’evento non sono state solo le co-autrici, ma la ripresentazione è stata impreziosita dalla meravigliosa presenza di Liliana Boni, che indossando un vestito dell’epoca, ha recitato due passi del libro: quello ambientato in Contrà San Marcello dove la protagonista era Maria Montecchi e quello collocato a San Lorenzo ove l’eroina era Fiorenza Vendramin Sale. L’idea di far rivestire i panni dell’epoca, non è una scelta casuale. In sala erano presenti più modelli, ma essa non è altro che la trasposizione materiale del capitolo “Ma come vestivano?”. I vestiti sono il frutto di un anno di lavoro e sono stati confezionati da Lucia Fortuna. Usanze e costumi che servono per ricomporre un puzzle. Le quattro coautrici gravitano nell’ambiente dell’Assogevi Onlus – associazione generazioni vicine diretta da Claudio Barbieri, – ed è proprio da qui che nasce questo successo editoriale. Dietro questo grande progetto – che per pura fatalità presenta un team quasi del tutto al femminile, anche se vanno ricordati Gabriele Padoan Scotolati e Umberto Riva per la parte dedicata alle Emozioni per il palato – vi sono tanti “invisibili” ma, che sono parte integrante di questo manoscritto: Lucio e Monica Zaltron, Michele Prosdocimo, Alessandra Bassanese – per la postfazione – e una schiera di illustratrici che non solo hanno fatto da “sfondo” alle pagine di questo libro, rendendolo unico nel suo genere, ma ne hanno esaltato il contenuto. Coordinatrice e curatrice di quest’eccezionale parte grafica è stata Giorgia Costeniero, che con il suo contributo ha reso ulteriormente scorrevole la lettura. Allora non ci resta che leggere e lasciarci trasportare nella Vicenza di altri tempi, un tempo forse che è fuggito via ma, che ha reso la nostra città “la più bella che ci sia”.

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