Infracom, produzione ritorna a crescere

Dopo la pesante crisi degli anni passati, Infracom, società veronese specializzata nel settore delle telecomunicazioni e dell’informatica aziendale, torna a vedere la luce in fondo al tunnel. «Nel 2015 abbiamo ridotto i costi e aumentato i ricavi: in questo modo abbiamo raggiunto finalmente un ebit positivo», spiega all’Arena l’ad Giancarlo Albini. Il bilancio segna un valore della produzione cresciuto del 2% da 97,3 a 99,5 milioni. L’ebitda è passato da 23,6 a 24,8 milioni e l’ebit, che nel 2014 era negativo per 580 mila euro, nel 2015 è stato positivo per 200 mila. L’utile netto ha chiuso invece in negativo per 439 mila euro, ma migliora rispetto ai -2,9 milioni del 2014.

Si riduce anche l’indebitamento con le banche: «al 31 dicembre 2012 – nota Albini – l’indebitamento complessivo era di 110 milioni: significa che negli ultimi 3 anni abbiamo ridotto l’esposizione di 35 milioni rimborsandone 30 alle banche, pagando gli interessi sul totale, facendo investimenti cash per 10 milioni l’anno, e senza chiedere nulla ai soci». Nota dolente la riduzione del personale: «siamo passati da 490 dipendenti nel 2012 agli attuali 370 di cui 50 in cassa integrazione, perciò 320 effettivi. La cassa integrazione ci serve ancora almeno per un altro anno, anno e mezzo. Ma dev’essere chiaro che oramai abbiamo raschiato il fondo del barile e abbiamo bisogno di forze fresche soprattutto giovani che andremo a cercare negli atenei del Veneto, a Verona e a Padova», conclude l’ad di Infracom.

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