Roma, caos centrodestra: aridatece l’Imperatore

“Panem” ma soprattutto “circenses” nel teatrino politico della Capitale. Ridotta a periferia

Se qualcuno ci ha capito qualcosa, alzi la mano. Tutto parte con la candidatura di Bertolaso, manovra organizzata al tavolo del tè tra i leader dei partiti del centro destra. Meloni lo benedice, con tanto di selfie e tweet: «noi siamo già al lavoro per Roma». Salvini tace e acconsente: l’accordo è chiuso. Bastano poche ore e qualche dichiarazione di Bertolaso come: «vogliamo costruire dei quartieri per i Rom», (le battute su Milano Rom dopo Milano Due nel web sono infinite), a far saltare i nervi alla spa di appoggio.

Viene allora in mente al buon Salvini di organizzare delle primarie ma che non sono primarie. Si tratta infatti di una consultazione e i suoi elettori romani scelgono Marchini sindaco. La settimana dopo Berlusconi rilancia organizzando qualcosa di ancor meglio di tutto ciò che abbiamo visto: le gazebarie! Con la possibilità di scegliere tra Bertolaso Guido e Guido Bertolaso! Una vera prova di democrazia diretta (lol!). Ovviamente vince Bertolaso e va avanti.

Succede poi che Bertolaso consiglia a Meloni di fare la mamma e non il sindaco. La reazione? Giorgia decide di candidarsi. E siccome non ce n’erano abbastanza oltre a Marchini, Storace, Adinolfi, Rita Dalla Chiesa, Alfredo Iorio, Simone Di Stefano, Pivetti, Bertolaso e Meloni, nel centrodestra romano arriva anche la candidatura del veronese Flavio Tosi. Insomma, Roma rischia di avere più candidati sindaco che elettori! La destra muore di nuovo di tatticismo dove poteva rinascere con un’unità che l’avrebbe portata a governare la dove la sinistra non è stata in grado di amministrare. Parafrasando Raf si potrebbe dire: “cosa resterà di questa destra da anni ’80?”.

Da una parte c’è chi propone di chiudere i ristoranti indiani, dall’altra chi pensa di risolvere tutto con la ruspa e poi c’è chi vorrebbe con soldi pubblici costruire dei quartieri per i rom. Ma che razza di centrodestra è questo? Stiamo parlando di Roma Capitale o di un paesino di periferia? Roma centro di attrazione o di irradiazione? Perché se questo è il nuovo centrodestra e se questi sono i nuovi strumenti fasulli e poi disattesi di democrazia diretta, ridateci l’imperatore. Almeno in quel caso già si sapeva che le decisioni avvenivano senza il consenso dei cittadini, ma quanto meno la grandezza e la dignità imperiale di Roma erano sacre e inviolabili.