Il pisello verde di Farinetti illumina l’Olimpico

Il Festival Fare Impresa porta a Vicenza l’ottimismo e la filosofia del piacere del made in Italy

Un Oscar Farinetti che dichiara che nel suo futuro non c’è la politica ma idee d’impresa che siano realizzazione di progetti politici. Eataly ormai va da sola, i 3 figli coinvolti in modo paritario nella maggioranza dell’azienda sono obbligati ad andare d’accordo se vogliono mantenere la barra salda sulla rotta di un Oscar in continua eruzione. E’ quasi realtà il suo nuovo progetto che doveva partire dopo Expo. Un grande mercato, anzi un mercato FICO, a Bologna. «Un luogo dove si celebri la biodiversità italiana, l’unico luogo al mondo dove si possa partire dal campo di grano, seguire la spiga, entrare in un mulino, vedere come nasce la semola e la pasta. E così per l’ulivo e la vite. Puntiamo ai bambini, ai turisti stranieri». Una penisola baciata dai venti e immersa in un mare buono, lunga e stretta tanto da avere per ogni prodotto cento varianti, tutte che si vantano di primogenitura, questa è l’Italia dei Comuni e dei dialetti e delle biodiversità.

L’altro progetto su cui Farinetti sta lavorando è il pisello verde, GREENPEA un’idea che mette al centro la responsabilità per salvare l’uomo da una fine del mondo che si è cercato e, ora che la vede ne è spaventato, corre ai ripari. Abitare, vestirsi, muoversi in modo responsabile: questo il progetto. «In America uno che non paga le tasse non cucca, uno che butta una cicca per terra in Giappone lo mettono in manicomio». E se non è politica questa, che altro è?

Grazie al Festival FARE IMPRESA che ha portato a Vicenza questa sera sulla scena meravigliosa del Teatro palladiano, assieme all’inventore di Eataly, il re dell’amarone Sandro Boscaini dell’Agricola Masi e Federico Marchetti da 16 anni nell’e-commerce del luxury con YOOX.com. Piuttosto, suggerisce Farinetti, guardiamo alla terra, non solo al web. «Il 90 per cento delle startup italiane è digital: dovrebbero essere meno online e più “on land”, con i piedi per terra, dedicarsi alle eccellenze gastronomiche italiane, coltivando la terra e tutelando la biodiversità». Noi che amiamo il cibo italiano, vogliamo toccarlo, sentirlo, annusarlo. Il tema del piacere come sfondo di una strategia per cambiare uno status quo ricorre anche nei pensieri di un altro personaggio, già preso ad esempio nella nostra rubrica: Carlo Petrini, patron di Slow Food e Terra Madre. Del resto Farinetti e Petrini hanno già un grosso punto di contatto grazie proprio alle loro “creature”, rispettivamente Eataly e Slow Food, e quello del piacere è solo una conferma.